Chi è soggetto a contratti atipici non ha, di fatto, diritto all'assenza per malattia, allo sciopero, alla cassa integrazione, all'accesso a qualsiasi forma di ammortizzatore sociale. Sono queste le motivazioni che ci spingono a condividere l'appello “il nostro tempo è adesso” che convoca le manifestazioni per sabato 9 Aprile, contro la precarietà, per un nuovo welfare di cittadinanza e per l'estensione dei diritti nel mondo del lavoro e della formazione. Gli studenti e le studentesse, i soggetti in formazione, non sono i precari di domani. Già oggi vivono la precarietà in forma propedeutica: nei tempi e negli spazi che ci vengono imposti, nella negazione quotidiana dei diritti, nell'impossibilità di accedere ad un welfare che ci permetta di vivere il nostro percorso formativo in totale libertà e autonomia sociale.
Nelle piazze e nei luoghi della formazione abbiamo parlato nell'ultimo autunno di quel futuro che ci è stato rubato, di quella precarietà che ci rende incerto il nostro percorso di studi tra le mille barrieere economiche per accedere ai canali culturali, tra i tagli al diritto allo studio e alla qualità della scuola.
Crediamo che il 9 sia un momento centrale in preparazione dello sciopero generale del 6 Maggio, affinché tutte le forme di precariato possano dire la loro, diventare centrali nei percorsi di lotta e riuscire a incrociare le proprie lotte con la costellazione di conflitti che si sono espressi nell'ultimo anno.
L'attacco ai diritti avvenuto a Pomigliano e Mirafiori dimostra che non vi è più differenza tra garantiti e non grantiti, la precarietà è un fattore strutturale nella nostra società. La risposta non può che essere generale, per un nuovo welfare basato sull'autunomia sociale degli individui con forme di reddito garantito per tutto l'arco della vita.
Oggi, 1 Aprile, si terrà alle 18 un incontro aperto a Roma nella Sala Pintor della redazione di Carta, in Via dello Scalo di San Lorenzo 67.