5 NOVEMBRE: LO SCIOPERO DEI METALMECCANICI PER ANDARE OLTRE LA CRISI! 

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    Oggi  5 Novembre in tutto il paese è sciopero generale dei metalmeccanici, lanciato unitariamente da FIOM FIM e UILM. Come giovani, come studentesse e studenti non possiamo che esprimere il nostro supporto e la nostra solidarietà alla lotta che oggi vede in piazza tantissime lavoratrici e lavoratori. 

    La protesta sindacale affonda le sue radici nella crisi nera di questo settore produttivo che negli ultimi anni ha vissuto un crollo dell’occupazione e politiche di delocalizzazione selvaggia da parte delle multinazionali che davano il maggior tasso di occupazione nel paese (basti pensare al caso FIAT e l’eclatante caso Whirlpool). Ad un anno dall’inizio del dibattito sul rinnovo contrattuale nazionale di categoria, gli operai tornano in piazza dopo circa dodici mesi veramente difficili per tutta la categoria: la pandemia da Covid-19 ha esasperato le condizioni di tutta la filiera produttiva: sono stati tantissimi gli operai in una prima fase pre-lockdown generale a dover continuare a lavorare senza norme di sicurezza adeguate e poi in una seconda fase dopo la chiusura generale sono stati altrettanti quelli mandati a casa con la promessa della cassa integrazione. D’altronde solo pochi giorni fa il Governo ha garantito il blocco dei licenziamenti fino a marzo, sicuramente una boccata d’aria che però non risolve le criticità che sta vivendo il settore tutto.

    La battaglia dello sciopero diventa generale e prova a mettere al centro del dibattito parole d’ordine che sono oggi fondamentali per poter uscire dalla crisi: welfare e diritti. Infatti nella piattaforma dei sindacati emergono richieste chiaro sulla regolamentazione dello smart working, la redistribuzione dell’orario lavorativo, tutele sulla contrattazione nazionale, misure di welfare sociali generali per contrastare la crisi. C’è grande attenzione sul tema lavorativo negli ultimi mesi nel nostro paese, questione evidentemente esplosa con l’inasprimento delle condizioni di vita dopo l’impatto della crisi economica post lockdown e sono tantissime le categorie a rischio, che vivono una vera e proprio condizione di “precarietà esistenziale” cronica.

    Al netto della battaglia dei metalmeccanici, in questo momento sono esplose in tutto il paese piazze dalle quali emerge il bisogno da parte di tanti lavoratori di risposte concrete da parte del governo anche alla luce delle nuove restrizioni: il virus, frutto di un sistema produttivo estrattivo e predatorio nei confronti del pianeta, è un grave rischio per la salute collettiva e la responsabilità da parte di tutti è fondamentale, anche delle istituzioni che devono garantire davvero forme di tutela per i tanti che vivono in condizioni di povertà e sfruttamento: lavoratori a nero, casse integrazioni in ritardo, lavoratori a tempo determinato e part time. 

    Sono tante le povertà sommerse e tanti gli oppressi dalle molteplici forme di ricatto che il mercato del lavoro oggi impone.
    Moltissimi fra questi oppressi sono proprio giovani della nostra età, che in condizioni economiche disastrose stanno affrontando i mesi della pandemia. In una situazione nella quale già prima del virus erano assenti tutele, diritti, prospettive di lavoro che garantissero l’emancipazione dal nucleo familiare e la prospettiva di un futuro slegato dalle logiche di precarietà a cui anni di crisi ci hanno abituati, la pandemia ha esasperato queste condizioni e oggi è ancora più difficile immaginare per la nostra generazione un futuro diverso. Per questo abbiamo bisogno in questo momento di ripensare al nostro modello di società, per questo vogliamo essere noi a costruire il mondo del futuro, a partire da un cambiamento radicale del mondo del lavoro, affinché nessuno viva condizioni di povertà, di precarietà e di incertezza sul futuro, affinché tutti abbiano un reddito e delle condizioni di lavoro dignitose.

    È per questo che esprimiamo la nostra totale solidarietà a tutte le piazze dei lavoratori e delle lavoratrici, rilanciando la necessità di rivendicare misure concrete per redistribuire le ricchezze in questa fase di crisi (come una riforma delle tasse introducendo una forma di patrimoniale) e per garantire sussistenza ai quanti oggi stanno pagando ingiustamente questa crisi (come il reddito universale).

     

    Sei un* giovan* lavorator* che ha perso il lavoro a causa della crisi? Lavori otto ore al giorno e non riesci ancora ad emanciparti dai tuoi genitori? Lavori a nero e senza tutele e diritti? Partecipa all’indagine nazionale sulla condizione lavorativa dei giovani → http://bit.ly/inchiesta_lavoro 

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