CORONAVIRUS, PRETENDIAMO TUTELE PER GLI STUDENTI

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La scarsa trasparenza sulle motivazioni dei provvedimenti contro il contagio da coronavirus ha portato il panico nel Paese. Ogni scelta per fermare l’epidemia è doverosa, ma deve essere basata su valutazioni mediche chiare. Le Regioni infatti hanno preso provvedimenti contraddittori e talvolta incomprensibili, dimostrando che l’autonomia differenziata rischia di essere un pericolo e di causare un diverso trattamento per i cittadini anche di fronte ad emergenze nazionali: ogni progetto di autonomia differenziata deve essere subito ritirato. Il Sistema Sanitario Nazionale pubblico si è rivelato la nostra difesa più importante: il Governo deve subito aumentare i fondi per il SSN garantendo la stabilizzazione di tutti i ricercatori precari che stanno lottando contro il coronavirus, oltre all’assunzione di nuovi giovani medici. Le risorse vanno scorporate dai vincoli di bilancio europei, di fronte all’emergenza sanitaria non possono prevalere le logiche dell’austerità.

Anche nelle regioni non colpite dall’epidemia, dove quindi l’attività didattica dovrebbe procedere normalmente, molti dirigenti scolastici stanno negando le assemblee d’Istituto, e tutte le altre attività extracurricolari, nonostante non prevedano l’uscita dall’edificio scolastico. È inaccettabile che a noi studenti vengano negate attività senza alcuna reale necessità: è una illegittima soppressione dei nostri diritti. Chiediamo dunque alla Ministra Azzolina che sia immediatamente mandata a tutti i dirigenti una circolare che riconosca la piena facoltà di svolgere le assemblee d’istituto, e che venga aggiornato in merito il sito internet appositamento predisposto dal Ministero.

Deve essere subito garantita l’esenzione totale dalle tasse universitarie per gli studenti provenienti dalle aree di quarantena. Il Governo deve coordinare le Regioni garantendo che tutti i bandi regionali per il diritto allo studio prevedano deroghe a tutela delle borse e dei servizi per gli studenti che hanno subito limitazioni a causa delle ordinanze di prevenzione. Il Ministro dell’Università Manfredi deve impegnarsi affinché tutti gli atenei prevedano sessioni d’esame straordinarie per gli studenti che hanno avuto impedimenti causati dalle misure di contenimento del contagio, quando sarà terminata l’emergenza.

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