CILE: Il comunicato degli studenti contro la repressione

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ALLE PROTESTE DEGLI STUDENTI CILENI CONTRO L’AUMENTO DEL BIGLIETTO DELLA METRO IL GOVERNO RISPONDE CON IL COPRIFUOCO E PANZER E MILITARI NELLE STRADE

👇🏾leggi la traduzione fatta dalla Rete della Conoscenza Milano del comunicato della confederazione universitaria degli studenti cileni👇🏾

In Cile ormai è dal 14 di ottobre che gli studenti medi, aggiungendosi successivamente quelli universitari e i lavoratori, manifestano tutti i giorni in seguito all’ennesimo grave intervento da parte del governo di destra turboneoloberale di Pinera: l’aumento del biglietto per il trasporto pubblico.
Per quanto il Cile sia tra i paesi sudamericani con il PIL più alto, la distribuzione interna della ricchezza è tra le peggiori su scala mondiale. Questo significa che agli studenti e studentesse cileni è ben chiaro che un aumento dei costi di trasporto in una condizione di così forte disuguaglianza sociale significa essere espulsi definitivamente da percorsi formativi dignitosi e a quel punto non solo la formazione ma anche il diritto al trasporto si conferma uno strumento di emancipazione sociale. Non è infatti un caso che la rabbia sociale esplosa abbia prodotto azioni forti, azioni esasperate da un’immediata repressione violentissima dei manifestanti e una chiusura totale da parte del governo ad ascoltare le istanze degli studenti. Sono state incendiate svariate stazioni della metro e il palazzo dell’Enel (senza produrre morti o feriti), simbolo della devastazione ambientale e della speculazione sul diritto all’abitare. Nel frattempo Pinera così ha dichiarato lo Stato di Emergenza, instaurando il coprifuoco e dispiegando l’esercito con panzer per le strade e sparando ai manifestanti, come non era mai più successo dopo la dittatura. Subito gli studenti si sono organizzati, i collettivi di giurisprudenza hanno prodotto in pochi giorni vademecum di autotutela legale per i manifestanti e la Comfederazione degli Studenti Cileni (CONFECH)L sindacato universitario unico presente in tutte le università del paese ha chiamato alla mobilitazione permanente.
Nelle ultime ore Pinera ha riconsiderato la revoca del provvedimento, che ricordiamo trattarsi però dell’ultima misura di una lunga serie di attacchi a quel che è rimasto del welfare cileno. Complici e solidali con il movimento cileno!

Riportiamo una nostra traduzione dell’appello alla mobilitazione della CONFECH:

“Di fronte all’implementazione dello “Stato di Emergenza” dichiarato dal presidente Sebastian Pinera, la Confederaziome degli Studenti del Cile dichiara:

1. Rifiutiamo le misure repressive e di criminalizzazione del dissenso messe in atto dal governo nelle ultime ore come soluzione a ciò che sta succedendo a Santiago del Cile, dove le Forze Speciali dell’Esercito hanno violato i diritti umani di studenti e studentesse minorenni e di lavoratori e lavoratrici. Queste misure estreme, violente e sbagliate non sono altro che un perpetuarsi della “dottrina dello shock”, strategia utilizzata dai corpi militari durante il golpe di Stato del 1973.

2. Lo Stato di Emergenza è una misura disperata e irresponsabile del Governo, il quale si è rifiutato di ascoltare e dare soluzioni alle richieste portate dalla cittadinanza. I militari, i panzer e i fucili per questo governo sono al di sopra della democrazia e del dialogo, dimostrando come le loro politiche si basino su ciò che hanno imparato durante la dittatura personaggi come il ministro degli Interni Andrés Chadwick e il Presidente Sebastian Pinera.

3. Il Governo ha perso la fiducia del Popolo. Il Governo non ha saputo rispondere alla precarizzazione e alla sofferenza dei cileni e delle cilene. L’attuale Esecutivo non è all’altezza di guidare il paese, visto che le sue politiche hanno precarizzato la salute, l’educazione, il trasporto pubblico, l’accesso all’abitare, la disoccupazione e la qualità della vita dei cileni e delle cilene.

4. Sollecitiamo i partiti di opposizione a manifestarsi sulla scena pubblica, prendere posizione di fronte alle misure dittatoriali intraprese dal governo alla violenza smisurata e condannare la violenza smisurata con cui sta venendo represso il dissenso. Il silenzio altrimenti li rende complici della violenza perpetuata nei confronti del popolo cileno.

5. Chiamiamo gli studenti e le studentesse del Cile e tutte le organizzazioni sociali e sindacali a mobilitarsi in giornate di protesta nazionale costante a partire dal giorno domenica 20 ottobre, in qualunque parte del paese. Se tutto ciò che sta accadendo in questi giorni è esploso, è soltanto perché abbiamo raggiunto la consapevolezza collettiva del fatto che i diritti alla pensione, alla salute, all’istruzione, all’alloggio e a una qualità di vita dignitosa non interessano al governo centrale. Quando le risposte alle rivendicazioni e al malcontento contro la disuguaglianza sociale sono panzer, la negazione dei diritti fondamentali e sparare a chi manifesta, la nostra risposta di ritorno deve sempre essere l’organizzazione e la lotta!

La nostra chiamata è all’organizzazione: regionale, di quartiere e popolare, unendo le nostre richieste lungo tutto il paese.

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