I SAPERI CONTRO LE GRANDI OPERE, STUDENTI E STUDENTESSE #NOTAP!

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La decisione del Governo sulla prosecuzione dei lavori per la realizzazione del gasdotto TAP costituisce un atto politico di disimpegno nei confronti del nostro futuro. Questo comportamento dimostra immaturità, incompetenza e completo disinteresse verso la salute, la tutela dell’ambiente e la volontà di cittadini e cittadine da parte del “Governo del cambiamento”, risultando completamente sottomessi ai ricatti dei privati e del profitto.

 

Abbiamo denunciato in questi giorni, in occasione della Cop24 che vede riuniti i governi di oltre 180 Paesi a discutere di cambiamento climatico, la necessità di intraprendere scelte politiche chiare e concrete per salvare gli ecosistemi del nostro pianeta e la nostra salute. In Puglia – dai rifiuti in Capitanata agli stabilimenti Eni di Cerano e Ilva di Taranto – subiamo da decenni le conseguenze di un modello industriale e, più in generale di sviluppo, che ha danneggiato l’ambiente per il profitto di pochi, i quali poi hanno impedito la possibilità di uno sviluppo diverso delle città e del nostro futuro nella nostra terra.

 

Oggi anche Tap rappresenta la perpetuazione di questo modello che distrugge il territorio e contribuisce ad accrescere i cambiamenti climatici e i danni conseguenti: il metano di TAP non è un “Bridge Fuel”, ovvero un gas da transizione energetica “pulita”. Dovremmo andare verso un’economia a basse emissioni di carbonio e verso l’azzeramento dei negativi impatti economici, sociali e ambientali. Ma avviene il contrario. Il Governo italiano non ha mai fatto una effettiva analisi costi/benefici dell’opera TAP, legandosi mani e piedi a una società multinazionale straniera di uno Stato non democratico come l’Azerbaijan. E in più si giustifica con l’esistenza di fantomatiche penali smentite dagli stessi documenti ministeriali.

 

Vogliamo un piano di transizione energetica reale, non propaganda e misure parziali sull’utilizzo di fonti alternative a quelle fossili. Questo passa anche per il finanziamento della formazione e della ricerca per un modello di sviluppo che permetta una riconversione ecologica della produzione. I saperi sono il vero strumento per un cambiamento: è dalle scuole e dalle università che si costruisce un nuovo modello di sviluppo reale e democratico che non devasti i territori, non comporti danni alla salute e sia accessibile a tutte e tutti senza il ricatto economico delle multinazionali energetiche.

 

La lotta contro TAP è una lotta per riaffermare la nostra dignità, per dimostrare che non pieghiamo la testa dinanzi alle bugie del Governo per non bloccare i lavori e al ricatto delle speculazioni sulla salute e sull’ambiente. Per questo sabato 8 dicembre scenderemo in piazza a Melendugno (Lecce), comune in cui approda in Italia il gasdotto TAP, in occasione della Giornata internazionale contro le grandi opere che inquinano e devastano il territorio.

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