LA LORO PROPAGANDA, LE NOSTRE VITE IN OSTAGGIO

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Nelle ultime ore il Governo di Lega e Movimento 5 Stelle ha portato avanti un attacco  brutale a centinaia di persone innocenti: 629 migranti sono stati tenuti in ostaggio sulla nave Aquarius a largo della Sicilia a causa di un blocco dei porti italiani ordinato dai ministri Salvini e Toninelli. Questa mossa propagandistica è stata utilizzata da Lega, con il consenso del Movimento 5 Stelle, per attaccare gli altri Paesi europei, usando le vite di donne incinta, bambini, anziani e migranti scampati a guerre, carestie e crisi climatiche. Le vite umane vengono usate da queste due forze politiche per presentarsi come difensori della nazione, “avvocati degli italiani” di fronte all’assenza di impegno del resto d’Europa nella gestione dei flussi migratori. Oltre alla strumentalizzazione di persone in carne e ossa, ciò che è altrettanto grave è la soluzione proposta al fenomeno dell’immigrazione. Non può essere una soluzione il ricollocamento automatico per quote dei migranti tra i vari Stati membri, rivendicato dai Governi precedenti e da Lega e M5S contro l’UE, perché si tratta a tutti gli effetti di una deportazione di esseri umani. La maggioranza dei migranti non desidera rischiare la propria vita e quella dei figli attraversando il deserto e il Mediterraneo, così come spesso non desidera restare in Italia.  Tutti noi, indipendentemente da dove siamo nati, dal colore della pelle, dalla lingua e dalla cultura, abbiamo il diritto di trovare la nostra casa, di cercare un luogo in cui vivere in condizioni migliori. Ecco perché dobbiamo aprire le frontiere dell’Europa, permettere canali sicuri e legali di accesso per tutte e tutti coloro che vogliano arrivare nei nostri Paesi: solo così eviteremo le vite messe a rischio, le morti, i salvataggi, la clandestinità ed avremo una gestione delle migrazioni sostenibile, rispettosa dei diritti umani e della dignità delle persone. Invece questa gestione emergenziale, a colpi di propaganda, non risolve i problemi degli italiani né di chi vorrebbe attraversare il nostro Paese.

In realtà, anche le nostre vite sono in ostaggio. Gli unici interessi tutelati da queste azioni sono i tornaconti elettorali di Salvini e Di Maio, così come facevano i precedenti Governi, mentre la grave negazione dei diritti di tutte e tutti noi viene oscurata dalla crociata contro migranti e tra Governi europei. E’ comprensibile che in un piccolo paese di provincia, in un quartiere di una metropoli, i cittadini italiani già preoccupati dalla precarietà e dalle campagne mediatiche sulla criminalità temano l’arrivo di gruppi di sconosciuti, con lingue, storie e usanze molto differenti, che non hanno un lavoro, non hanno una casa, e spesso sono lasciati abbandonati a sé stessi. Ma questa situazione è creata proprio dalla chiusura delle frontiere interne ed esterne dell’Europa. Aprire le frontiere significa permettere alle persone migranti di poter studiare, lavorare, vivere serenamente in nuovi contesti. Così come i problemi degli italiani, dall’assenza di lavoro, alla criminalità, in generale l’incertezza sul proprio futuro sono causati da politiche che continuano ad aumentare la disuguaglianza e la precarietà.

La solidarietà non può limitarsi alla carità, non basta aprire i porti a chi rischia di annegare per poi lasciarlo senza strumenti per farsi una vita, o senza permettergli di proseguire il proprio viaggio verso le proprie famiglie in altri Paesi al Nord Europa. La solidarietà è un processo collettivo per migliorare la condizione di tutti, infatti senza l’emancipazione di chi arriva nel nostro Paese continueremo a vivere in una società attraversata da conflitti, odio, disuguaglianze e sfruttamento. Vorremmo infatti un Governo impegnato ad eliminare lo sfruttamento dei migranti, come il caporalato, piuttosto che a tenere in ostaggio centinaia di persone. Ma lo sfruttamento dei clandestini non è un problema per il Governo, che tutela gli interessi dei ricchi del Paese e ignora i nostri. Salvini e Toninelli si sono dimostrati dei vigliacchi, pronti ad attaccare gli inermi e zitti davanti allo sfruttamento di massa di migranti e italiani operato da ricchi e potenti.

Sono proprio i potenti, i ricchi e sfruttatori quelli su cui dovremmo riversare la nostra rabbia. E’ per il loro profitto che continua ad esistere il fenomeno della clandestinità: perché un clandestino senza documenti costa molto poco, lo puoi minacciare, lo puoi sottomettere facilmente. Ci dimentichiamo questo fatto, spesso, quando ascoltiamo chi punta il dito contro i migranti.

 

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