Unire le lotte per riprenderci la città: verso e oltre il Roma Pride 2018

    0 Flares 0 Flares ×
    Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Google+0Email to someone
    Il prossimo 9 Giugno come Link Roma scenderemo in piazza al Roma Pride con il nostro spezzone studentesco aperto a tutte e tutti. In vista di un importante momento di lotta, orgoglio, liberazione e riappropriazione dei nostri diritti vogliamo condividere una riflessione generale e complessiva sulla fase storica che stiamo attraversando, provando a superare la gretta retorica che assimila il corteo del Pride a una “carnevalata”, una messa in scena che riguarda solo alcuni e non tutti, comprendendo invece quanto questa tradizione nasca oramai quasi 50 anni fa, con i Moti di Stonewall, dalla rabbia e l’orgoglio delle persone emarginate dalla società e discriminate per la loro sessualità, la loro etnia, la loro estrazione sociale e i loro comportamenti fuori-norma. Un quadro che, come sappiamo, si delinea e si ripropone ancora oggi e al quale è necessario rispondere con più forza.
    Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un inasprimento del clima di odio e intolleranza che si respira nella nostra città e, in generale, nel nostro paese, con ripetute violenze da parte di formazioni e realtà reazionarie e neofasciste ai danni di migranti, donne e soggetti LGBT+, violenze spesso ridotte dai mass media a semplici casi isolati, a gesti di “folli” e “balordi”, a tragedie inevitabili, ma che come sappiamo bene rappresentano, al contrario, la naturale evoluzione di un discorso pubblico tutto incentrato sull’incitamento all’odio per il diverso, il povero e l’emarginato.
    Un clima generale che negli ultimi anni ha portato a centinaia e centinaia di aggressioni, attentati e omicidi di stampo fascista in tutto il paese e nella nostra città (—> https://goo.gl/Jn1K5E ) : è il caso di Federico, ragazzo gay di 21 anni che qualche mese fa, presso la Stazione Tiburtina, è stato accerchiato da quattro fascisti, preso a calci e pugni e minacciato con un coltello puntato alla schiena, ma anche delle aggressioni a studenti e studentesse da parte di CasaPound, come successo a Piazza Vittorio pochi mesi fa (—> https://goo.gl/Xs6bC1 ); è il caso dell’attentato dell’ex leghista Luca Traini a Macerata lo scorso febbraio, dell’assassinio del sindacalista Sacko Somayla in Calabria qualche giorno fa.
    A Roma i fascisti di CasaPound e Forza Nuova e le associazioni ultracattoliche e pro-vita continuano ad agire indisturbate all’interno dei nostri quartieri, propinandoci la solita retorica stantia del pericolo della teoria gender nelle scuole, della necessità di una famiglia “tradizionale” composta da una mamma e un papa’, della continua colpevolizzazione delle donne, che vengono fatte passare per assassine quando decidono sul proprio corpo e sulla propria vita (come successo di recente —> https://goo.gl/tBYNQQ , https://goo.gl/8MmKgf ).
    Lo stesso paradigma di violenza viene alimentato ogni giorno, in forme e modalità diverse, dal Governo e dalle istituzioni. Le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Interno Salvini e del Ministro della Famiglia Fontana dimostrano di fatto una vicinanza a realtà, partiti e schemi di pensiero neofascisti, accompagnando e legittimando violenze ai danni di migranti, donne e soggetti LGBT+.
    Una violenza istituzionale che nella nostra città si è manifestata negli ultimi anni con un susseguirsi di attacchi ingiustificati agli spazi femministi, con minacce di chiusura, di sgombero, di messa a bando dei locali. Il Lucha y Siesta, il Centro Donne Lisa, il consultorio di via delle Resede, la Casa Internazionale delle Donne sono spazi che da anni, se non decenni, offrono ai quartieri e al territorio servizi, sportelli di ascolto, iniziative culturali e artistiche, supporto a donne vittime di violenza, che ora rischiano di scomparire dietro la logica del profitto e della svendita del patrimonio pubblico per sanare i debiti del Comune, intenzionato a distruggere i luoghi delle donne e dell’autodeterminazione, intenzionato a distruggere esperienze politiche e sociali di fondamentale importanza per la città.
    I nostri corpi e le nostre vite sono sotto attacco ogni giorno, oggetto della contesa delle forze fasciste e reazionarie che vorrebbero strumentalizzarli per le proprie retoriche, prodotto delle pratiche di assoggettamento dello Stato e del Governo, che vorrebbero mettere a tacere le diversità (di etnia, di identità sessuale ecc.) e la lotta dei soggetti subalterni per un cambiamento del sistema per imporci ancora una volta una società, un modello di famiglia e uno stile di vita retrogrado, sessista ed etero-patriarcale, incentrato sulla figura del maschio bianco ed eterosessuale come unico paradigma possibile.
    Vogliamo liberare i nostri corpi, le nostre vite e gli spazi che attraversiamo dalle catene della “normalità” e dell’etero-normatività, combattendo gli schemi di pensiero, le leggi e i regolamenti che ogni giorno ci limitano e ci escludono e rivendicando il diritto a essere ciò che siamo e a decidere sui nostri corpi. In una autodeterminazione piena dagli schemi ipocriti ed imposti, vogliamo esprimere il nostro orientamento sessuale e la nostra identità di genere, rivendicando il nostro essere scandalos*, favolos* e indecoros*, contro tutte le norme che oggi fanno del decoro la chiave per escludere i/le divers*.
    Siamo di fronte a una battaglia culturale e generale che investe tutta la società, e possiamo portarla avanti solo se capaci di incrociare le nostre lotte con quelle delle donne, dei/delle migranti, di tutti i soggetti che oggi vivono in condizioni di subalternità e marginalità e di coloro che oggi vengono relegat* ai margini perché fuori-norma, portando avanti un’ottica pienamente intersezionale, anti-fascista, anti-sessista, anti-razzista e contro ogni forma di omobitransfobia.
    Una battaglia che vive anche nei luoghi della formazione, ancora pieni di barriere, stereotipi, discriminazioni e violenze, e per i quali serve un’immediata inversione di rotta, verso una cultura e un sapere liberi da schemi e norme sessiste e patriarcali, per una reale inclusione di tutte le differenze.
    Per questo saremo in piazza al Roma Pride, per rivendicare a gran voce che non accettiamo ulteriori soprusi sulla pelle di nessun soggetto e nessuna comunità subalterna, delle donne, dei migranti, delle persone LGBT+, di chi vive in condizioni di povertà e marginalità sociale, per incrociare le lotte insieme, riprenderci le nostre vite e rovesciare tutto!
    Ci vediamo sabato 9 giugno alle ore 14 al Roma Pride! Partecipa al nostro spezzone! —> https://goo.gl/Y7zpHn
    Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Google+0Email to someone
    logoretebianco La Rete della Conoscenza è il network nazionale dei soggetti in formazione. Vi aderiscono l'Unione degli Studenti e Link - Coordinamento Universitario.

    CONTATTI

    Privacy Policy