Liberi tutti – studenti in piazza a Foggia contro tutte le mafie!

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    “Terra, solchi di verità e giustizia” è lo slogan che Libera ha scelto per la XXIII Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie a Foggia, e in contemporanea su tutto il territorio nazionale, per portare in tantissime piazze del nostro Paese un messaggio chiaro di volontà di liberazione dalle mafie.

    Dopo 10 anni la tappa nazionale torna ad essere una città pugliese. Negli ultimi tempi, a causa dell’inasprimento della forbice delle disuguaglianze e della sempre più assente risposta complessiva dello Stato a questo fenomeno, le mafie hanno trovato terreno fertile in Puglia per radicarsi e controllare le città in maniera capillare. Si tornano a calpestare le strade di un territorio, quello foggiano, dove agisce la terza mafia più subdola e violenta a livello mondiale e la prima a livello nazionale e in una Regione, quella pugliese, dove il fenomeno mafioso sta prendendo sempre più piede in tutto il quadro territoriale dal Gargano al Salento con forme di organizzazione più o meno strutturate a seconda dei singoli contesti territoriali.

    Il giorno della memoria e dell’impegno rappresenta un punto di partenza di una mobilitazione più ampia contro tutte le mafie e scendere in piazza a Foggia significa ritornare a sperare, a credere in un cambiamento possibile.

    L’ultimo rapporto ISTAT ci consegna un dato allarmante riguardo la povertà in Italia. 1 italiano su 4 è a rischio povertà, con picchi che si avvicinano al 50% nel Mezzogiorno d’Italia con la Puglia (47,8 %) seconda, in questa triste classifica, solo alla Sicilia per numero di abitanti a rischio di povertà e di esclusione sociale, e con una percentuale in aumento (7,5 %) rispetto all’anno precedente, la disuguaglianza tra redditi in Italia è pari allo 0,324%, – abbondantemente superiore alla media europea pari allo 0,310% -, 1 studente su 5 non termina gli studi e, molto spesso, sceglie la via dei percorsi mafiosi poiché maggiormente presenti sui territori e capaci di garantire un futuro più economicamente florido.

    E’ necessario che la lotta alla mafia sia sempre più una battaglia culturale: è compito anche delle istituzioni favorire e accrescere nuovi spazi e progetti educativi in cui non vi sia una mera attività repressiva ma che, anzi, venga portato avanti un vero piano preventivo. A tal proposito, è importante rivalutare, ripensare le nostre città, con percorsi condivisi che mettano al centro la conoscenza, i saperi, ripartendo dal ruolo che giocano le scuole e le Università.

    Perciò, a fronte di un sistema che aumenta le disuguaglianze tra la popolazione non c’è bisogno di misure contingenziali ma servono finanziamenti strutturali. In Puglia, ad esempio, è necessario investire sulla Legge regionale sul diritto allo studio mai finanziata fino ad oggi, approvata nel 2009 a seguito delle mobilitazioni studentesche, e in un sistema universitario realmente aperto a tutti e tutte, senza limitazioni economiche.

    Così il 21 marzo, ci impegneremo affinchè il contrasto alla povertà e alle disuguaglianze non sia solo un semplice slogan elettorale ma che ci si impegni tutti e tutte per invertire la rotta di una crisi sociale sempre più drammatica, in cui le mafie crescono con sempre più forza. E’ necessario riprenderci le nostre città, ripartendo dai luoghi dove la crisi ha attecchito maggiormente, dove le mafie trovano terreno fertile per fare proseliti. E’ necessario ripartire dai bisogni delle persone per proporre non solo un nuovo modello economico ma anche e soprattutto un nuovo modello sociale che riesca a trovare delle soluzioni incisive ai disagi del nostro presente.

    Scendiamo in piazza perché

    • attraverso i saperi liberi è possibile liberarsi da ogni forma di mafia;
    • solo attraverso una mobilitazione che metta al centro la cultura è possibile sradicare la mafia come fenomeno culturale prima ancora che criminale;
    • abbiamo scelto di restare nella nostra terra per liberarla dal giogo mafioso;
    • è sempre più urgente lottare contro le disuguaglianze per liberarsi dalla subalternità e dal controllo criminale dei territori, e riprendere parola e decisionalità a partire da scuole e Università.

    Il 21 Marzo scendiamo in piazza, per riprenderci i nostri territori e per riprenderci le nostre vite. Contro la cultura mafiosa, contro il controllo dei nostri territori, contro lo sversamento illecito dei rifiuti sulle nostre terre, contro lo sfruttamento disumano nelle nostre campagne.

    Vogliamo essere liberi di vivere nelle nostre terre, liberi di poter studiare e liberi dal ricatto mafioso. Liberi tutti!

    Rete della Conoscenza Puglia
    Unione degli Studenti Puglia

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