[Lecce] Fuori la TAP dall’Università!

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Oggi, lunedì 20 novembre, si è svolto nella sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento un workshop dal titolo “Sicurezza e tutela ambientale nello sviluppo di progetti energetici” in cui sono intervenuti anche portavoci di TAP e di ENI, che riteniamo inaccettabile essere proposto in università e nello spazio di maggior rappresentanza della stessa.

La scena a cui abbiamo dovuto assistere è al limite dell’assurdo, zona militarizzata, strade che portano allo spiazzo antistante il rettorato bloccate da polizia e camionette, ingresso non concesso ai non accreditati. L’organizzazione del seminario infatti prevedeva che potessero partecipare all’iniziativa solo coloro che si fossero iscritti tramite un modulo online. Dopo solo due ore è stato accordato l’ingresso agli studenti dell’Università del Salento. Nel corso del seminario, durante gli interventi degli ospiti, alcuni presenti, attivisti no tap, studenti o semplici cittadini, hanno dimostrato apertamente il proprio dissenso a Tap. Contemporaneamente all’esterno la polizia ha caricato più volte le persone, tra cui anche giovani e minorenni, che si trovavano in corrispondenza del cordone formato dalla polizia per bloccare l’accesso.

La nostra Università sembra quindi prendere apertamente posizione dopo mesi di silenzio durante i quali abbiamo più e più volte chiesto, anche con una petizione di circa 20.000 firme, all’amministrazione di esporsi su un tema così caldo sul territorio come quello TAP.

Ci chiediamo in che modo si possa parlare di tutela e sicurezza dell’ambiente con soggetti dichiaratamente schierati verso un’idea di sviluppo territoriale legato a profitti e a risultati che non si riverseranno sulla collettività ma che potrebbero, se realizzati, ledere il benessere dei cittadini e di un territorio vittima di sfruttamento.

Riteniamo paradossale che sia proprio un’Università Pubblica ad accogliere un incontro di questo tipo, una vera e propria passerella di multinazionali ed enti legati ad interessi personali, modelli di produzione e di sviluppo capitalistici e obsoleti ed interconnessi con la costruzioni di grandi opere inutili ed volute dall’alto.

Come se non bastasse, l’ingresso è riservato solo a chi provvisto di invito personale e ad una lista ristretta di personalità ed esperti del settore. Questa scelta sembra essere in linea con la repressione portata avanti negli scorsi mesi dalle forze dell’ordine e dalle parti interessate nella realizzazione dell’opera, culminata negli scorsi giorni nell’ordinanza prefettizia che dichiara zona rossa quella intorno al cantiere TAP, blindando il territorio e bloccando l’accesso e lo stazionamento a tutti.

Questa è una totale distorsione della democrazia e della partecipazione, messe sotto attacco da un tentativo di legittimare, con incontri pubblici e istituzionali di questo tipo, ciò che dalla popolazione non è voluto.

Siamo stanchi di passare nel silenzio, di essere subordinati a prove di forza e rapporti di potere sbilanciati, di dover subire decisioni prese dall’alto e non condivise.

La nostra libertà è messa sotto attacco ed è anche per questo che il 24 scenderemo in piazza e manifesteremo contro ogni forma di sfruttamento!

 

Link Lecce – Coordinamento Universitario

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