Settimana della visibilità asessuale: Siamo asessuali ed esistiamo!

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In occasione dell’Asexuality Awerness Week, una settimana dedicata a livello internazionale alla diffusione di informazioni sul mondo dell’asessualità e alla condivisione di esperienze di persone asessuali, gray-asessuali (per esempio demisessuali) e aromantiche, ci teniamo a diffondere alcune informazioni fondamentali sull’asessualità, per scalfire almeno un poco l’ignoranza profonda che c’è ancora riguardo questo orientamento e per iniziare a restituire a tutte le persone nello spettro asessuale, che costistuiscono la “A” di LGBTQIA+, la dignità e la visibilità che non hanno nella nostra cultura e nella nostra società fondata sull’eterosessualità obbligatoria e sessuocentrica. Una società che nel suo sottintendere e basare ogni cosa su una sorta di idea univoca del sesso e dell’amore si rivela in realtà sessuofoba (paradossalmente) ed eteropatriarcale, perché non considera né il sesso né il mondo delle relazioni interpersonali per come si presentano, nella loro naturale varietà.
Questa società e questa cultura sono le stesse dove l’asessualità viene, nel suo essere “fuori-norma”, ancora troppo spesso ignorata, trattata con superficialità e messa in ridicolo dai media (facendo spopolare stereotipi e costruendo miti su miti) nonché medicalizzata (nonostante essa sia stata ben distinta dal disturbo sessuale ipoattivo nel DSM V) e dove le persone asessuali possono vedere ogni giorno la loro identità negata e trascurata o dove possono subire violenza psicologica o anche fisica per essa.
Anche le persone asessuali, come tutt*, devono poter essere liber* di essere e di amare!

L’Asessualità è un Orientamento Sessuale
L’asessualità è un orientamento sessuale, come l’omosessualità, l’eterosessualità, la bisessualità, ecc. E’ una naturale e sana variazione della sessualità umana.
Un* asessuale è una persona che non prova attrazione sessuale o, più precisamente, non prova attrazione sessuale verso persone di alcun genere. Questo non ha nulla a che vedere con l’astensione sessuale o con un disturbo del desiderio, in quanto l’asessualitá non è una scelta né una condizione patologica, ma un’innata caratteristica dell’individuo, come ogni altro orientamento sessuale.
Essa, ovviamente, non riguarda o definisce nemmeno il rapporto della persona col sesso in sé, la sua inibizione verso esso, il piacere di parlarne e scherzarci su, la sua conoscenza di esso e la sua posizione politica riguardo esso.
L’asessualità tra l’altro, è un orientamento particolare perché ha al suo interno moltissime differenze e variazioni, particolarmente visibili rispetto a quelle interne ad altri orientamenti sessuali.

 

L’Attrazione Sessuale non è la stessa cosa della Libido
Per comprendere a fondo l’asessualità, è importante innanzitutto distinguere l’attrazione sessuale dalla libido: la prima è il desiderio che spinge una persona ad avere rapporti sessuali con un’altra, la seconda è il semplice desiderio di provare piacere fisico, considerato isolatamente, non proiettato su una persona (o più). Gli/le asessuali non provano attrazione sessuale, ma, come tutti gli individui, hanno una libido più o meno alta, che però non è indirizzata verso nessuna persona fisica. Alcun* asessuali spesso la soddisfano praticando autoerotismo, ma questo atto non viene vissuto come sostitutivo di quello sessuale. Gli/le asessuali inoltre possono provare piacere e raggiungere l’orgasmo durante i rapporti sessuali, in quanto il piacere in sé è dato dagli stimoli fisici (e fisiologicamente gli asessuali non hanno alcun problema) e non dall’attrazione sessuale verso il partner.

L’Orientamento Sessuale non è la stessa cosa del Comportamento Sessuale
Gli/le asessuali possono decidere di fare sesso per svariati motivi, in quanto l’orientamento sessuale non definisce comunque il comportamento sessuale.
L’orientamento definisce verso quale genere/i è rivolta (o non è rivolta, nel caso degli asessuali) la propria attrazione sessuale, il comportamento riguarda le proprie attività sessuali, indipendentemente dall’ orientamento. Per esempio ci può essere un* bisessuale che non ha mai fatto sesso e un* asessuale che ha sperimentato se stess* con vari partner, ma questo non toglie che l’un* sia sessualmente attratto da due generi e l’altr* da nessuno.

L’asessualità è uno spettro, non una definizione rigida
L’asessualità, come gli altri orientamenti sessuali, ha un suo “spettro”: bisogna immaginarsi una linea che va dall’asessualità alla sessualità. In mezzo alla linea c’è una area “grigia”, nella quale troviamo coloro che si identificano come “asessuali grigi” (in inglese gray-asexual), ovvero persone dove l’attrazione sessuale non è completamente assente, ma comunque non presente in maniera “standard”.

L’area grigia ha sua volta molte sfumature identitarie: oltre ai gray-asex veri e propri, che provano rara e/o scarsa attrazione, ci sono ad esempio i/le demisessuali (in inglese demisexual), persone generalmente asessuali che possono provare attrazione sessuale nei confronti di persone con cui hanno un forte legame emotivo o i/le “lith-sessuali” (in inglese lithsexual), persone che provano attrazione sessuale, ma non hanno desiderio di agire rispetto ad essa o essere ricambiati. Ci sono anche gli/le “autocorisessuali” (in inglese autochorisexual, in bilico tra l’asessualità totale e l’area grigia) che hanno fantasie sessuali (riguardo il sesso in sé, come atto svolto da altri e disconnesso da se stessi), spesso stimolate da arte erotica o pornografia e soddisfatte con autoerotismo, ma non provano attrazione sessuale né desiderio di essere coinvolti in prima persona in un rapporto.


Tutte le definizioni qui esposte, sia riguardo l’orientamento sessuale che quello romantico, non vogliono essere rigide etichette in cui si deve precisamente rientrare, né vanno intese come una pretesa di categorizzazione esatta delle caratteristiche individuali di ognun* (il che sarebbe ossessivo, utopico e non necessario). Sono semplicemente termini i cui scopi sono aiutare ad esprimere la propria individualità e orientarsi nella complessità del mondo asessuale. Molte persone ritengono funzionali e precise queste definizioni, ma ovviamente ce ne sono alcune che si sentono al limite tra due o più, altre che preferiscono definirsi con parole proprie, altre che desiderano non definirsi o si stanno ancora mettendo in discussione.

Ci sono tanti Tipi di Attrazione oltre quella sessuale ed un mondo di Relazioni oltre l’eteronormatività
Ci sono altri tipi di attrazione che gli/le asessuali possono provare (così come i sessuali), spesso accorpati, così come la libido, nell’unico “blocco” dell’ attrazione, ma che invece sono ben separati tra loro. Principalmente ci sono: l’attrazione romantica, ovvero la sensazione di innamoramento irrazionale (la classica “cotta”) che spinge a formare con qualcuno una relazione fortemente esclusiva, intima e con manifestazioni affettive abbastanza codificate (quelle tipiche delle relazioni tra fidanzat*: baci, contatti fisici, la condivisione del letto, chiamarsi “amore”, ecc.), l’attrazione estetica, ovvero un apprezzamento sulla piacevolezza esteriore e/o la sensualità di qualcuno (in modo oggettivo e disinteressato), l’ attrazione sensuale, ovvero il desiderio di avere un contatto fisico, ma non sessuale, con qualcuno (carezze, baci, coccole, abbracci ecc.) e l’attrazione “platonica”/sentimentale, che consiste nel desiderio (chiamato in inglese, in questo caso, invece che “cotta”, “squish”) di formare con qualcuno una relazione di “amicizia” molto profonda e più intima delle altre, che sfugge ad una categorizzazione precisa.
Alcun* asessuali quindi stanno bene da sol*, altr* sono portati solo a stringere intense e durature amicizie, altr* formano anche o principalmente relazioni romantiche (omo o etero), che possono essere tra due asessuali (“coppie bianche”) o tra un* asessuale e un* sessuale e che possono o meno includere il sesso, a seconda dei bisogni e delle personalità delle due persone coinvolte e a seconda di eventuali fini quali per esempio la sperimentazione di sé o la procreazione.
Le relazioni di intenso sentimento platonico/amicale difficilmente definibili in canoni tradizionali (alle quali si accennava prima) sono spesso definite “Queer-Platoniche”. Il termine “queer” in particolare qui non si riferisce alla sfera sessuale, ma all’assenza di confini rispetto alle relazioni tradizionali.
Quasi sempre infatti le relazioni queer-platoniche prescindono totalmente dal genere delle persone coinvolte e quindi dai loro orientamenti sessuali e/o romantici/affettivi.
Esse sono rapporti di natura non romantica basati sulla profonda amicizia e connessione degli individui, che possono anche includere gesti che in genere si definirebbero “romantici” ma più che altro hanno caratteristiche “proprie”; in linea di massima dipende dagli individui coinvolti stabilire se la loro sia una relazione romantica o meno. Ci sono poi, come tra i/le sessuali, asessuali poliamorosi, le cui relazioni multiple (romantiche o queer-platoniche) possono includere il sesso o meno, per gli stessi motivi di cui sopra.

L’Orientamento Romantico/Affettivo
A seconda dell’orientamento proprio della sfera sentimentale (romantica o “platonica”/affettiva o emotiva), un* asessuale si può definire omo,bi,pan o etero romantic*/affettiv*.
Ci sono a questo riguardo, inoltre, persone (asessuali e non) che si definiscono aromantiche, ovvero non provano attrazione romantica per gli altri e formano solo intense amicizie e eventualmente relazioni queer-platoniche (che comunque possono essere formate anche dai romantici e dai sessuali); nel caso siano aromantici ma sessuali, spesso formano anche relazioni solo sessuali, occasionali o meno, con uno o più partner.
Come l’orientamento sessuale, anche l’orientamento romantico può essere visto come una “linea” con le sue varie sfumature e aree grigie che vanno dall’aromanticismo al romanticismo totale e dall’eteroromanticismo all’omoromanticismo passando per il bi/panromanticismo.

 

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