Reset G7 a Torino: una generazione vi accusa!

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Le giornate di contestazione al G7 si sono aperte con la street parade Reclaim the Street!

Reclaim the Street! per noi ha significato invadere le strade e riprenderci gli spazi urbani a partire dalle vie della movida torinese, troppo spesso al servizio di consumo e gentrificazione, per dimostrare che esiste un altro modo di intendere la socialità e il divertimento che non sia basato sul profitto e sulla violenza.
Durante la street abbiamo voluto sanzionare alcuni dei luoghi simbolici di quella precarietà che ogni giorno (e ogni notte!) schiaccia la nostra generazione: il Carrefour h24 di via Madama Cristina e la sede di Foodora.
Abbiamo sempre voluto intendere l’iniziativa di ieri sera come un momento gioioso e di festa, ma la reazione della questura non ha tardato a rivelarsi per quello che ci aspettavamo: la solita repressione muscolare e ingiustificata.

Nella giornata di oggi, invece, come studenti e studentesse che vivono sulla loro pelle il ricatto di un mondo del lavoro sempre più flessibile e precario abbiamo deciso di scendere in piazza assieme ai sindacati di base per rivendicare un modello di alternanza scuola – lavoro differente: tutelato, gratuito, etico e formativo, capace di incidere positivamente sul potenziale del percorso scolastico senza essere subordinato supinamente al mercato del lavoro. Durante il percorso, abbiamo provato a toccare la sede di Confindustria dove sono avvenuti i primi momenti di repressione della mattinata, in seguito ai quali ci siamo congiunti allo spezzone NoTav. Successivamente abbiamo deciso di sanzionare l’ufficio scolastico regionale di corso Vittorio Emanuele II per poi proseguire verso il centro della città dove siamo stati nuovamente attaccati dalle forze dell’ordine con momenti di ancora maggiore violenza culminati col fermo di uno studente a seguito di una carica della polizia.

Di fronte alla chiusura delle strade e alla militarizzazione della città, abbiamo deciso, come conclusione del corteo, di aprire Palazzo Nuovo per restituire alla città uno spazio di autodeterminazione, tutelato e inclusivo. Palazzo nuovo è il paradigma della situazione che viviamo nelle università di tutta Italia. Un edificio pericolante, chiuso per mesi a causa della presenza di amianto, senza spazi per l’aggregazione, la socialità e l’autorganizzazione degli studenti. Oggi facciamo vivere l’idea d’università libera che rivendichiamo.

Mentre le delegazioni dei G7 si chiudono in luoghi inaccessibili nascondendosi dietro alla militirazzazione, attraverso questa occupazione stiamo praticando un’idea alternativa di città e di università, luoghi che devono essere aperti e liberi. Con questa occupazione abbiamo voluto portare l’opposizione di una generazione costretta dalle politiche sociali ed economiche rappresentate dai G7 alla flessibilità lavorativa, al lavoro senza diritti, alla disoccupazione e alla precarietà.

Da questo luogo anche domani la nostra generazione vi accuserà: ci vediamo alle 10.30 al mercato di Vallette (corso Cincinnato 168) e alle 14.30 partiremo in corteo da largo Toscana per andare a contestare i sette.

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