Libere di muoverci, libere di restare! – Il tavolo di Trieste

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Riprendiamo questo articolo di Lista di Sinistra -Link Trieste, rispetto alla due giorni di discussioni del tavolo “Femminismi e migrazioni” di Non Una di Meno, che si è tenuta il 16 e 17 Settembre scorsi.

Tre giorni fa a Trieste si è concluso il tavolo nazionale di Non Una Di Meno su femminismo e migrazioni, cui abbiamo partecipato come Lista di Sinistra – LINK.

Non Una Di Meno è un movimento femminista nato circa un anno fa in America Latina, sull’onda dell’indignazione provocata dall’assassinio della sedicenne argentina Lucia Pérez. Al grido di “Ni una menos”, ben presto i cortei e gli scioperi delle donne si diffusero a macchia d’olio in tutta l’America Latina e da lì anche in Europa. In Italia il movimento ha organizzato la marcia del 26 novembre contro la violenza di genere e lo sciopero dell’ 8 marzo, lanciato a livello globale.

Ricordate i dibattiti organizzati in università, ricordate il corteo partecipatissimo che c’è stato a Trieste quella sera? Ecco, stiamo parlando di questo. Lista di Sinistra – LINK è stata solo una delle tante realtà universitarie e non solo che si sono unite e messe in gioco per portare NUDM anche qui a Trieste, ora Non Una Di Meno – Trieste sta continuando un percorso per mantenere alta l’attenzione su tematiche così importanti e attuali che riguardano tutt* noi da vicino.

Il movimento durante l’ultimo anno ha organizzato diverse assemblee nazionali, in cui le discussioni avvenivano in plenaria e nei tavoli tematici. I tavoli tematici di NUDM trattano svariati argomenti come Diritto alla salute sessuale e riproduttivaEducazione e formazione e Narrazione della violenza attraverso i media. Uno di questi tavoli tematici è proprio il tavolo su Femminismi e migrazioni. Ma quali sono stati gli argomenti all’ordine del giorno?

Abbiamo discusso del dibattito vergognoso sulla legge per lo ius soli e della nuova fase aperta dalle politiche dell’attuale governo tramite l’accordo con la Libia ed il decreto Minniti-Orlando. Abbiamo sottolineato la fallacia della narrazione secondo cui i trafficanti sono gli unici carnefici dei migranti, ricordando quello che sta accadendo in Libia, dove i migranti sono rinchiusi in centri di raccolta e subiscono indicibili violenze. Violenze che nel caso delle donne si concretizzano spesso nello stupro. Anche per queste ragioni è evidente che le donne migranti si ritrovano a subire una doppia discriminazione.

Rifiutiamo il modo in cui sono stati raccontati dai media e dalle forze politiche gli stupri avvenuti quest’estate: troppo spesso questi episodi sono stati strumentalizzati per diffondere il razzismo e troppe poche volte è stato ricordato che quelle violenze sono state prima di tutto maschili e patriarcali.

Rivendichiamo la libertà di movimento per tutti e tutte, un permesso di soggiorno incondizionato e svincolato da criteri di reddito, lavoro e studio, l’asilo per tutte le donne che si sottraggono alla violenza economica e patriarcale, sia nei Paesi d’origine che di transito, lo ius soli e l’abolizione dei decreti Minniti-Orlando.

E a partire dai luoghi della formazione, lotteremo contro sessismo e razzismo.

Libere di muoverci, libere di restare!

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