Reddito di formazione nel Lazio: vittoria di studenti e studentesse!

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Apprendiamo a mezzo stampa che la Regione Lazio farà partire da settembre un progetto di sostegno alla disoccupazione giovanile rivolto ai giovani senza lavoro e non coinvolti in un percorso di formazione universitario o superiore. Il progetto, denominato “Reddito di inclusione formativa”, prevede l’erogazione di 6-700 € al mese per 5mila giovani NEET (chi non ha un lavoro e non frequenta una scuola, l’università, un corso di formazione) tra i 18 e i 29 anni al fine di re-inserirli all’interno del circuito formativo e lavorativo.

Come Link, Unione degli Studenti e Rete della Conoscenza da anni lottiamo per l’introduzione di un reddito di formazione in ogni Regione, per sostenere ed includere chi ad oggi si ritrova espulso dai percorsi formativi secondari e terziari: negli ultimi dieci anni secondo le stime del CUN (Consiglio Universitario Nazionale), infatti, abbiamo perso circa 60.000 studenti universitari, mentre la dispersione scolastica è salita oltre il 17% su tutto il territorio nazionale. Dati che non possono essere ignorati e che testimoniano come ancora una volta sia necessario ripartire da un’iniziativa strutturale di rifinanziamento dell’università pubblica, del diritto allo studio e degli strumenti di welfare, di come non sia più rimandabile ripartire dalle proposte contenute nella nostra Legge di Iniziativa Popolare sul Diritto allo Studio depositata in Parlamento mesi fa.

L’iniziativa della Regione Lazio è un primo importantissimo passo in avanti nell’idea di una formazione continua e di un sapere come strumento di emancipazione individuale e collettiva, una prima conquista degli studenti e delle studentesse accolta dopo anni e anni di proteste. Ma se sicuramente dobbiamo combattere in primis l’abbandono scolastico e universitario, è altresì vero che ad oggi gli studenti e le studentesse devono affrontare migliaia e migliaia di euro di spese all’anno in tasse, libri di testo e trasporti pubblici, centinaia di euro ogni mese – spesso in nero – per pagarsi una stanza spesso lontana dalla propria sede di studi, perché i posti alloggio in questa città bastano solo in minima parte; c’è la necessità quindi di allargare il reddito di formazione trasversalmente anche agli studenti e alle studentesse, a integrazione degli attuali servizi e benefici per il diritto allo studio, per evitare che gli stessi abbandonino gli studi nel corso della carriera universitaria; c’è bisogno, oggi più che mai, di aumentare il numero dei posti alloggio nella città attraverso il riutilizzo del patrimonio pubblico dismesso e confiscato alle mafie.

Quest’ultimo punto oramai non è più rimandabile e va aggredito strutturalmente alla radice, perché qualunque forma di sostegno al reddito o di contributo affitto oggi non basta: è necessaria una pianificazione e riconversione seria degli immobili sfitti e abbandonati assieme alle istituzioni, la Regione, il Comune e le parti sociali , è necessario assegnare un posto alloggio alle decine di migliaia di studenti che ad oggi non ne usufruiscono pur avendone diritto, alle decine di migliaia che sono costretti a pagare più di 500 € in nero per una stanza singola. Il grave problema dell’abitare a Roma non è un tema che può essere affrontato sulla base dei fondi in avanzo che possono essere stanziati, ma necessita di una risposta seria e strutturale, di un investimento politico da parte di tutti i soggetti in causa!

Quello del Reddito per l’inclusione formativa è un primo passo verso una reale redistribuzione della ricchezza verso il basso, un contrasto alle disuguaglianze economiche e sociali in un paese che conta ancora il 37% di disoccupazione giovanile in Italia e il 41,6% nel Lazio. Ma le nostre richieste non si fermeranno! C’è bisogno oggi più che mai, nella nostra Regione e nel Paese tutto, un salto di qualità verso una sostanziale gratuità dell’istruzione come in molti altri paesi d’Europa e del mondo (Francia, Germania, Cuba ecc), un rifinanziamento generale del diritto allo studio a partire dalla residenzialità studentesca e un’estensione del reddito di formazione anche agli studenti e alle studentesse.

LINK Roma

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