Follia tra i dehors: sulle violente cariche a Torino

0 Flares 0 Flares ×
Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Google+0Email to someone

Ieri sera in piazza Santa Giulia a Torino abbiamo visto gli effetti delle ordinanze antimovida e le conseguenze della legge Minniti-Orlando. Ordinanze e leggi nate per fornire maggiore sicurezza e ordine alla città.

Ieri sera la Questura ha deciso di intervenire nuovamente in piazza Santa Giulia, dove martedì scorso è stato impedito alla polizia di applicare l’ordinanza con un’attivazione spontanea e solidale, che ha costretto le due volanti della polizia ad allontanarsi.
Poco dopo le ore 20 due cordoni della polizia in tenuta antisommossa hanno sbarrato entrambi gli accessi alla piazza per permettere ad altri agenti di effettuare controlli agli esercizi commerciali e ad alcune persone rimaste sbarrate dalla polizia. Ancora una volta si giustificano retate e militarizzazioni selvagge nel nome del decoro urbano.

Nel frattempo si formava un folto presidio solidale che contestava i divieti e le provocazioni poliziesche. Anche questa volta la reazione degli studenti e delle studentesse che frequentano quella piazza si è fatta sentire: una contestazione contro l’assurda militarizzazione che si stava dispiegando e le politiche poliziesche impiegate per far rispettare quell’ordinanza. Dopo un paio di ore la polizia abbandonava piazza Santa Giulia per poi tornare, caricando in maniera violentissima ed ingiustificata i manifestanti, travolgendo e vandalizzando i dehors e le persone sedute.

La scusa sarebbe quella di presunte violenze a danno di membri della digos, ma i video mostrano altro: durante la carica abbiamo assistito agli ennesimi abusi delle forze dell’ordine che hanno usato i manganelli contro persone cadute a terra, bloccate contro i muri e intrappolate dalle sedie e dai tavoli.

La polizia ha poi tentato di sfondare gli ingressi dei locali dove si erano rifugiate le persone (tra cui bambini) mentre nel frattempo venivano arrestate due ragazze e due ragazzi. È inaccettabile e gravissimo che per far rispettare un’ordinanza contro la somministrazione di alcolici si ricorra alla violenza e alla repressione. Non siamo disposti ad accettare che la città e le nostre vite vengano tenute sotto continuo ostaggio di divieti e organi di polizia. Non accettiamo la criminalizzazione della movida e la narrazione tossica della retorica del decoro.

Il pestaggio avvenuto contro un ragazzo nigeriano a Porta Palazzo, le violenze su Maya al commissariato di via Veglia, le retate dell’ultima settimana e le cariche di ieri sera segnano un clima repressivo governato dalla Questura.

Vogliamo essere liberi di vivere la città come ci pare, senza divieti o zone rosse. Vogliamo il ritiro delle ordinanze antimovida. Vogliamo che la polizia cessi di abusare della propria arbitrarietà. Vogliamo una città solidale e inclusiva che non crei quartieri di serie A e quartieri di serie B. Crediamo che l’unico modo per rendere sicure le città sia quello di eliminare le disuguaglianze sociali attraverso la valorizzazione delle periferie, l’aumento dei servizi, la costruzione di politiche partecipate da tutt_ coloro che vivono in città nel ripensare ad un modello urbano condiviso ed inclusivo.

La vostra sicurezza è solo violenza!

Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Google+0Email to someone

related articles

logoretebianco La Rete della Conoscenza è il network nazionale dei soggetti in formazione. Vi aderiscono l'Unione degli Studenti e Link - Coordinamento Universitario.

CONTATTI