[CATANIA] Lo spazio Midulla e’ della citta’ ed alla citta’ ritorna!

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    “Il Midulla è della città e alla città ritorna”. E’ questo lo slogan lanciato dagli attivisti che poco più di una settimana fa hanno occupato questo spazio. Ma cos’è il Midulla? La storia è tribolata, racconta Veronica, una degli attivisti. Nasce in origine come cinema, punto di riferimento per gli abitanti di San Cristoforo, uno dei quartieri popolari più antichi di Catania, in pieno centro storico. Un quartiere in cui si percepisce fortemente l’esclusione sociale, in cui è difficile crescere, stretto nella morsa della povertà da un lato e della criminalità organizzata, che ne ha fatto una piazza di spaccio e prostituzione, dall’altro. Ma non solo, il quartiere è popolato da piccoli commercianti, migranti e altre categorie sociali abbandonate dalle istituzioni.

    L’ex cinema, colpito da un incendio, è rimasto abbandonato per molti anni, fino a quando il Comune di Catania non ha deciso di riacquistarlo e di ristrutturarlo grazie ai fondi URBAN per renderlo un centro polifunzionale al servizio della gente del quartiere. Un’idea in potenza inopinabile, smentita però dal fatto che il posto è stato lasciato per anni all’abbandono e all’incuria. Fino a qualche giorno fa, quando gli attivisti locali, alcuni dei quali cresciuti proprio a San Cristoforo, hanno deciso di entrare e di rendere il posto nuovamente attivo. Ed è per questo motivo che gli attivisti ci tengono a sottolineare che quella del Midulla si tratta di una riappropriazione dal basso, piuttosto che di una occupazione.

    La prospettiva è ripristinare quella che in origine doveva essere la funzione del Midulla, ossia di fungere da centro polifunzionale dedicato alle esigenze degli abitanti del quartiere, creando una rete con le altre associazioni operanti sul territorio. La palestra può essere una risorsa importantissima, considerando il fatto che in alcune scuole del quartiere, per mancanza di strutture, i bambini sono addirittura costretti a svolgere le ore di educazione fisica in aula. La vecchia biblioteca, che contava più di tremila volumi (oggi ne sono rimasti circa un quarto), costruita grazie alle donazioni di tanti cittadini, può essere riaperta al prestito e allo scambio di testi. Tante le attività già in atto, rivolte perlopiù ai piccoli del quartiere: si va dai corsi di giocoleria e di percussioni, fino al doposcuola popolare; in programma c’è anche l’idea di allestire una stanza per un laboratorio musicale.

    Noi di Studenti Indipendenti ci sentiamo in dovere di sottolineare la necessità, qui più che in altri posti, di spazi in grado di offrire i più basilari servizi ai residenti, in grado di promuovere l’aggregazione, di fungere da luoghi di produzione culturale non formale e di ridare dignità a quelle piazze troppo spesso dimenticate dalle amministrazioni e altrettanto spesso passate agli onori della cronaca per aver supplito alle mancanze e all’emarginazione grazie alla legge del più forte.

    Il Midulla torna alla città, e vuole essere un presidio da cui partire per rilanciare il sociale a Catania.IMG_20170115_165235472

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