Le vostre reti non fermeranno la nostra rabbia #aforas

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    Mercoledì a Capo Frasca 500 persone da ogni parte della Sardegna si sono ritrovate per manifestare contro l’occupazione militare e contro le politiche a favore della produzione di armi e delle spese militari. Manifestazione chiamata da “A foras – movimento sardo contro l’occupazione militare”, movimento plurale di cui la Rete della Conoscenza fa parte insieme ad altre organizzazioni, associazioni, movimenti, collettivi e singoli.

     

    L’obiettivo era chiaro: rompere le reti, entrare nella base, fermare le esercitazioni militari. Ma la repressione non è tardata ad arrivare: dopo la rottura delle reti in diversi punti e l’entrata di alcuni attivisti nella base, le forze dell’ordine hanno agito prima cercando di fermare i manifestanti, poi caricando indistintamente lungo le reti. Come se non bastasse, senza un preavviso o una motivazione, ad almeno cento metri dalla base, c’è stata una carica nei confronti di un presidio atto a tenere la situazione sotto controllo. Dopo lacrimogeni e tensioni tra il corteo ricomposto e la polizia la manifestazione è proseguita continuando a ribadire il suo no alle basi e alla repressione.

    Non siamo nuovi a questi atteggiamenti da parte della polizia. Giorni fa ad Oristano sono state fatte delle telefonate da parte della DIGOS a presidi e studenti chiedendo i nomi di chi dovesse partecipare alla manifestazione del 23. Durante il campeggio antimilitarista di Lanusei, che ha dato il la ad “A foras”, le forze dell’ordine hanno fatto di tutto per impedire l’evento con intimidazioni e pressioni nei confronti degli organizzatori.

     

    La direzione è chiara: alle forze dell’ordine, e probabilmente anche a tutta quella parte della politica che non si schiera contro le basi militari o che dichiara la sua contrarietà solo a parole, non piacciono le iniziative popolari, i processi che favoriscono la partecipazione attiva dal basso, il dissenso di chi vuole decidere sulla propria terra.

     

    Ma le vostre reti non fermeranno la nostra rabbia e giorno dopo giorno continueremo a lavorare e ad organizzarci per fermare le esercitazioni, chiudere le basi e bonificare i nostri territori come abbiamo fatto a testa alta e senza vacillare mercoledì.

    A foras sa NATO de sa Sardigna!

    https://www.youtube.com/watch?v=tquwDwUjiK8 —–> video della giornata

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