Pensioni: proposta inaccettabile e iniqua. Nessuna tutela per precari e futuri lavoratori!

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La Rete della Conoscenza, associazione di rappresentanza sociale dei soggetti in formazione, esprime contrarietà sulle anticipazioni della proposta fatta dal Ministro Poletti sul tema della riforma delle pensioni, ritenuta iniqua per le nuove generazioni di lavoratori precari e futuri lavoratori.

Siamo rimasti basiti dalle proposte del Governo che costruisce solo proposte di futuro inique per la generazione precaria. Pagheremo sulla nostra pelle la Riforma Fornero e la flessibilità in uscita dal lavoro, come stiamo pagando la precarietà sulle nostre vite. Saranno i lavoratori a farsi carico delle pensioni anticipate, arricchendo banche e assicurazioni. Questa proposta è l’apice dello smantellamento del welfare pubblico e della sua privatizzazione e trasformazione in bankfare.

Bocciamo il piano del Governo e rileviamo come non sia prevista alcuna risposta alle esigenze della “generazione anni 80”, nonostante le recenti dichiarazioni di Boeri sul suo possibile pensionamento a 75 anni. Un disastro annunciato per una generazione che ha iniziato a lavorare nel regime contributivo e in un mercato del lavoro già caratterizzato da rapporti di lavoro precari e dalla discontinuità di reddito, ma di cui nessuno si occupa. E per le generazioni successive, come noi nati negli anni ‘90, cosa dobbiamo aspettarci? Di essere sfruttati fino a 80 anni dopo anni di precarietà?! E’ necessario rivedere totalmente il combinato disposto JobsAct – Fornero per l’ingresso e l’uscita nel mercato del lavoro e prevedere misure di welfare universale per la continuità di reddito.

Non possiamo accettare una tale disparità di tutele tra generazioni, non possiamo accettare che in nome del pareggio di bilancio a pagare per le scellerate politiche dei Governi siano sempre i giovani ed i lavoratori meno tutelati, chi già è stato e sarà sfruttato e sottopagato nel mercato del lavoro. La verità è che ancora una volta si arricchisce il privato a scapito delle nuove generazioni, che a causa dell’aumento dell’età pensionabile hanno difficoltà a trovare un’occupazione stabile, e che forse la garanzia di una pensione non l’avranno mai. Rispediamo al mittente le sue proposte, perché non è questa la nostra idea di vita dignitosa e welfare: non metteremo le nostre esistenze a disposizione di banche e istituti di credito.

RETE DELLA CONOSCENZA

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