Maxi-emandamento su Ddl Cirinnà: scelta incivile, di nuovo in piazza!

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    Dopo l’apertura di Renzi a una mediazione con Ncd per l’approvazione del Ddl Cirinnà, il Governo porrà la fiducia su un maxi-emendamento che prevede lo stralcio della stepchild adoption, rimandando la questione delle adozioni a un ipotetico disegno di legge apposito. Rabbia e indignazione delle associazioni lgbt, che rilanciano con una mobilitazione nazionale il 5 marzo. Una scelta incivile e inaccettabile, saremo di nuovo in piazza per i diritti di tutte e tutti.

    Roma

    La fiducia su un maxi-emendamento che cancella la stepchild adoption e rivede l’articolo 3 del Ddl è una scelta incivile e inaccettabile da parte del Governo: a fronte di un testo di legge che partiva già come una mediazione e che ha subito ulteriori ritocchi in Commissione, lo stralcio di una parte fondamentale del Ddl Cirinnà la dice lunga sull’effettiva volontà di dare piena cittadinanza alle famiglie lgbt. Si tratta di uno schiaffo in faccia alle persone lgbt e di una porta in faccia alla richiesta del riconoscimento di uguali diritti per tutti coloro che si amano e costituiscono già nei fatti una famiglia. La parabola discendente del Ddl risulta ancora più odiosa se pensiamo che vengono sacrificati sull’altare della mediazione di maggioranza i figli delle famiglie lgbt, discriminati anch’essi in base all’orientamento sessuale del genitore.

    Stiamo passando da un’occasione per compiere un primo e minimo passo verso l’uguaglianza e la parità dei diritti a una legge che risulta profondamente mutilata, utile soprattutto al Governo stesso come risultato da sbandierare in Europa, ma che è figlia di un’inaccettabile mediazione con forze dichiaratamente omofobe e tradisce una visione che relega le persone lgbt a una cittadinanza di Serie B. L’indignazione per questa scelta incivile sta crescendo di ora in ora: è fondamentale dare visibilità e forza politica a una parte maggioritaria della nostra società che ha capito come la partita dei diritti lgbt è una battaglia che riguarda tutte e tutti per conquistare più democrazia e contrastare omofobia, discriminazioni e subalternità.

    Per questi motivi domani saremo al presidio sotto Senato in Piazza Cinque Lune e aderiamo alla manifestazione nazionale lanciata dalle associazioni lgbt per sabato 5 marzo: una prospettiva decisiva, perché legge o non legge oggi esiste un popolo arcobaleno che ha preso coscienza e non si fermerà fino al riconoscimento di pari diritti, del matrimonio egualitario, di un welfare universale per l’emancipazione di tutte e tutti.

     

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