[Milano] Discussione su doppio libretto per studenti trans nelle università

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liberidiamareA Milano è in corso di discussione l’approvazione del Doppio Libretto per gli studenti transgender nei due Atenei principali della città: Statale e Bicocca.  Grazie alla collaborazione fra collettivi universitari e liste di rappresentanza, ci stiamo avvicinando a un importante traguardo di civiltà e di inclusione, che è già realtà in altri atenei e che da tempo richiediamo: deve essere garantito a chi intraprende il percorso di transizione (dalle sedute psicologiche alle terapie ormonali) di potersi identificare ed essere identificato in qualunque momento della sua vita universitaria con il suo nome di scelta. Non può più essere solo l’intervento chirurgico, che dà la possibilità di cambiare nome e sesso all’anagrafe di stato, a permettere questo riconoscimento anche in università: il percorso di transizione è qualcosa di personale nelle modalità e nei tempi, per cui esistono procedure standard che le ASL offrono come assistenza sanitaria nel l’accompagnamento lungo il processo. Così come anche l’intervento chirurgico non rappresenta una tappa obbligatoria, non è un passo a cui tutti possono sempre accedere: richiede comunque considerevoli investimenti economici sia per la prestazione sanitaria sia per le spese delle pratiche del cambio di nome all’anagrafe.

Per gli studenti è fondamentale che negli atenei si possano presentare documenti di identificazione senza dover giustificare la discordanza tra il genere di appartenenza del proprio nome e i tratti secondari e le espressioni di genere acquisiti durante il proprio percorso. Il nome di scelta deve essere un diritto per qualunque percorso di transizione nei documenti ufficiali interni dell’Università. Attraverso il nostro sportello Nessuno escluso abbiamo potuto ascoltare diversi episodi discriminazione suscitati da circostanze ricorrenti: vanno dal presentarsi con il proprio badge universitario davanti al professore prima di un esame, al rispondere mentre viene fatto l’appello delle presenze. Il mero cambio del sistema burocratico non basta però, è importante anche che docenti e personale dell’ateneo vengano formati su queste tematiche per potersi rapportare a tutti gli studenti senza urtare o creare situazioni di disagio. È per noi una vittoria importante non soltanto perché afferma una comunità accademica sempre più inclusiva e capace di tutelare tanto il percorso formativo che il processo di autodeterminazione dei singoli, ma perché costituisce un segnale decisivo sulla necessità di affrontare questi problemi e individuare soluzioni anti-discrmininatorie in tutti gli aspetti della vita sociale.

Per questo motivo siamo ancora più determinati nella nostra campagna di questa primavera  “Nessuno Escluso”, per una trasformazione dal basso dei luoghi di formazione con la condivisione di progetti e idee in tutto il paese, nella quale trova centralità proprio la proposta del doppio libretto.

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