[Bari] Giorgia Meloni all’Uniba: la repressione del dissenso e l’imbarazzante posizione di Emiliano

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meloni unibaIeri 25 Novembre si è tenuto un incontro presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Aldo Moro di Bari alla presenza dell’ On. Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, e del Governatore Michele Emiliano, Partito Democratico, sul Masterplan per il Sud a firma del governo Renzi. Il tanto decantato “Piano dei piani”- così lo ha definito il Presidente della regione- rappresenta in realtà l’ennesimo abuso ai danni del Mezzogiorno: da una parte risulta completamente avulso dai bisogni reali del territorio e della sua popolazione, dall’altro non fornisce una risposta efficace ad una già grave situazione di precarietà, devastazione ambientale e sfruttamento da parte dei privati.

Con fermezza abbiamo contestato l’utilizzo dell’università pubblica come passerella politica da parte di personalità completamente inadeguate rispetto alla discussione del tema di analisi.

Ripercorrendo la carriera politica dell’on. Meloni, ricordiamo come questa abbia fatto parte del governo Berlusconi come Ministro per la gioventù, sostenendo la legge finanziaria di Tremonti del 6 agosto 2008, n.133, che ha previsto un enorme definanziamento del Mezzogiorno per obiettivi considerati “prioritari per il rilancio dell’economia nazionale”, considerando,dunque, lo sviluppo del Sud completamente inutile per la ripresa del Paese, con una chiara volontà politica di mantenere differenti tassi di crescita delle due aree della Penisola. Non possiamo non ricordare come quella stessa finanziaria ha impresso un duro colpo all’università pubblica, con definanziamenti all’FFO, blocco del turnover, diminuzione delle rappresentanze studentesche negli Organi Centrali dell’università, trasformazione delle università pubbliche in fondazioni di diritto privato.
Da sempre impegnati nella lotta contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia,inoltre, non possiamo ritenere opportuna la presenza all’interno dell’Università di una personalità che ha strumentalizzato gli ultimi avvenimenti di Parigi per propagandare messaggi di odio e paura per il diverso, in favore di uno sfrenato nazionalismo.
Non possiamo che criticare, inoltre, la presenza dell’on. Meloni dopo quelle che sono state le sue recenti intenzioni di collaborazione politica con il Segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. L’on. Meloni ha partecipato lo scorso 8 novembre alla manifestazione indetta da Salvini, che ha visto anche la presenza di Casa Pound Italia. L’on. Salvini ha da sempre basato la sua propaganda sulla creazione di antagonismi inesistenti all’interno della società. Quel Salvini che strumentalizza diseguaglianze e rabbia sociale per la costruzione di mero consenso elettorale, che oggi si scaglia contro i migranti ma in un passato recentissimo ha definito omosessuali e meridionali scimmie subumane.

Non appena abbiamo mostrato il nostro striscione, che recitava :”Il Sud riparte dalla conoscenza: nessuno spazio per fascismo e sfruttamento”, siamo stati subito allontanati con la forza, strattonati e colpiti con schiaffi e pugni.
All’interno dell’università è stata negata a noi studenti la possibilità di intervenire e il nostro striscione è stato strappato. Tutto tra le accuse da parte della Meloni, che ci ha definito “figli di papà , pagati per fare questo perchè non vogliamo trovare un posto di lavoro”. A questo ci sentiamo in dovere di rispondere all’ “onorevole” che tale accusa mette in evidenza la sua completa assenza di consapevolezza rispetto a ciò che significa essere uno studente al Sud, dove le tue alternative sono o il deserto o la fuga. È evidente che non conosce i tassi di dispersione scolastica, né quelli di abbandono dei percorsi accademici, tantomeno quelli sulla disoccupazione giovanile al mezzogiorno.
Le sue parole, on. Meloni sono state la dimostrazione che si può essere violenti e squadristi anche solo nel linguaggio.

Siamo di fronte ad un ennesimo caso di repressione del dissenso che non si appresta a terminare e che dimostra l’incapacità della politica di dare risposte e di assumersi responsabilità, trattando il dissenso come una questione di ordine pubblico.

Non possiamo che assumere toni duri anche nei confronti di Emiliano, Presidente della regione Puglia, che si è scusato con l’on. Meloni a nome di tutta la Regione per la nostra contestazione pacifica, conclusasi con l’aggressione da parte di alcuni sostenitori fascisti della Meloni.

A lei Presidente, rispondiamo solo: non in nostro nome.

A pochi giorni dall’anniversario di Benedetto Petrone, militante della FGCI barese assassinato da una squadraccia missina, il governatore da un brutto segnale di legittimazione della cultura e degli atteggiamenti fascisti, quando, invece, sarebbe necessaria una presa di posizione da parte delle istituzioni contro la deriva culturale che si respira nel nostro Paese. Noi ricorderemo Benedetto Petrone con la dignità di chi l’antifascismo lo pratica ogni giorno e saremo sempre presenti nel presidiare scuole, università e le nostre città!

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