Per un mondo di Pace. Per salvare il nostro pianeta

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Adesivo-climatemarchPer un mondo di pace. Per salvare il nostro Pianeta.
Appello per la costruzione di una mobilitazione per la pace e per l’ambiente
il 29 Novembre a Roma.

Il nostro pianeta è a rischio. L’irrefrenabile mania di dominio e di profitto dell’uomo sulla natura e sui suoi prodotti ci sta portando irrimediabilmente verso un precipizio oltre il quale è difficile scorgere una via di fuga. Lo sfruttamento incontrollato delle risorse naturali sempre più inconciliabile con il ciclo rigenerativo del pianeta; le nuove forme di colonialismo imposte da una politica estera basata sulla supremazia militare e la tutela degli interessi economici; la fine del “sogno” di un’unica società globale di stampo occidentale frammentatasi nell’aumento esponenziale delle diseguaglianze e della povertà, tutte conseguenze prevedibili di un modello di sviluppo iniquo ed insostenibile: sono queste le cause principali del ritorno dell’incubo globale del terrorismo e della guerra.

L’insicurezza globale, in cui sembriamo essere improvvisamente precipitati dopo gli attentati di Parigi e Beirut, va per noi interpretata alla luce della consapevolezza che il nostro mondo, così come è adesso, ha le ore contate: senza alcun intervento radicale sul modello economico ed energetico, l’innalzamento della temperatura globale oltre i 2°C sarà inevitabile e con esso, come afferma ormai oltre il 90% della comunità scientifica internazionale, l’incompatibilità tra la Terra e la vita. Un declino che, se non saremo in grado di reagire, si compirà sotto la pressione dei milioni di profughi ambientali che fuggono da sempre più ampie zone inospitali del pianeta, attraverso le sempre più frequenti catastrofi ambientali, tramite l’intensificarsi delle devastazioni sociali ed economiche e le conseguenti instabilità tra le nazioni nell’accaparrarsi le risorse ormai in via di esaurimento.

Quando vediamo il tragico attentato di Parigi, quando contiamo i cadaveri di Beirut, di Instanbul, di Soruc e di tante altre città del Medioriente, oltre ad una ferma condanna del terrorismo, del razzismo e della guerra in tutte le sue forme, la prima domanda che ci poniamo è: quale mondo abbiamo costruito? E’ davvero possibile ridurre l’orrore che quotidianamente ci viene somministrato ad uno scontro di civiltà dove da un lato ci sarebbero le “libertà occidentali” e dall’altro un liberticida “fondamentalismo islamico”? La nostra risposta è assolutamente negativa: è il modello globale fondato sulla supremazia dell’uomo sull’uomo e di questi sugli ambienti e le risorse naturali che, inseguendo l’onnipresente bussola della ricerca del profitto individuale, si sta contorcendo su sé stesso in una spirale fatta di tragedie e di odio. Non c’è solo religione in questa guerra, non c’è civiltà in questo terrore.

Il terrorismo ci spaventa perché ci paralizza, perché mette in discussione i principi e i valori secondo cui eravamo abituati ad organizzare la nostra vita: al terrorismo, però, non si risponde mai da soli o aspettando decisioni salvifiche che cadano dall’alto, bensì collettivamente e socialmente, riaffermando la nostra libertà senza lasciarsi chiudere nell’individualismo forzato di politiche di “sicurezza” e di “vendetta” inadeguate ad affrontare le urgenze che il presente ci pone. Non possiamo abbandonarci ad una società atomistica fondata sul sospetto reciproco, bisogna rinunciare ad una visione del mondo unidimensionale ed eurocentrica: è con l’apertura culturale, la liberazione dei saperi, la valorizzazione e il rispetto delle differenze, la riconquista di diritti universali e la tutela del pianeta che si sconfigge il terrore.

Dopo l’annullamento, per motivi di sicurezza, della manifestazione del 29 Novembre e del 12 Dicembre di Parigi è ancora più importante marciare insieme per chi in quei giorni non potrà farlo. E’ necessario ripartire con fermezza dalla partecipazione collettiva e dalla libertà delle nostre vite, dalla tutela dell’ambiente e dal rifiuto della guerra per affermare un nuovo modello globale economico e sociale: un nuovo ideale solidale fondato su un diverso rapporto tra uomo e uomo e tra uomo e ambiente, per ricostruire la possibilità di un futuro in un presente di macerie.

Un accordo vincolante tra i governi durante la COP21 di Parigi, che inizierà i suoi lavori il 30 Novembre, in grado di fermare il cambiamento climatico attraverso una riconversione ecologica e l’imposizione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile ambientalmente e socialmente, che tenga conto dei debiti storici dei paesi ricchi verso quelli poveri e che definisca un via di uscita dalle energie fossili da sempre al centro delle instabilità globali oltre che tra le principali cause della “crisi” ambientale, è più efficace di qualsiasi guerra per risolvere le instabilità globali ed è un primo passo nella costruzione di un nuovo umanesimo globale.

Per questi motivi ci appelliamo a tutte e a tutti per costruire una grande partecipazione popolare alla mobilitazione del 29 Novembre a Roma in occasione della marcia internazionale per il clima che si terrà in contemporanea in moltissime città di tutto il mondo: per costruire un mondo di pace, per un nuovo modello di sviluppo basato sulla solidarietà e la sostenibilità, per salvare il nostro pianeta attraverso il protagonismo di tutti.

Studenti Per L’Ambiente



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