Dati ISTAT: Renzi deve smetterla di giocare con i numeri!

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Dopo la figuraccia rimediata dal Governo con il grossolano errore del Ministero del Lavoro sul numero di cessazioni e attivazioni di contratti, Renzi approfitta dei dati ISTAT per rilanciare la propaganda a sostegno dell’efficacia delle proprie riforme, in particolare del Jobs Act. Ancora una volta registriamo una strumentalità nell’utilizzo delle statistiche che omette volutamente gli aspetti più spinosi.

I dati forniti confermano, infatti, una crescita lenta del numero degli occupati nel nostro Paese – dato che in parte si riflette nella diminuzione dei tassi di disoccupazione generale (dal 12,1% al 12,0% in un anno – 12,1% nel II trimestre) – e giovanile (dal 42,7% al 42,2% in un anno, ma +0,3% nel II trimestre). Tuttavia, le statistiche denunciano come gli occupati fra i 15 e i 44 anni siano in calo del 2,2% sul confronto tra trimestri, e come i giovani inattivi siano in costante aumento (+2% tra luglio ‘14 e luglio ‘15): in sostanza, il calo della disoccupazione giovanile diventa per Renzi il merito di un Jobs Act che assume più giovani grazie alle nuove regole del mercato del lavoro, quando nella realtà diminuisce il numero assoluto di giovani che lavorano e aumentano quelli costretti a lavorare a nero e sotto ricatto e quelli che non cercano più lavoro perché disillusi.

Guardando alle statistiche di luglio 2015, il numero di giovani fra i 15 e i 24 anni che hanno un’occupazione diminuisce addirittura del 3,6% rispetto allo stesso mese del 2014, mentre gli inattivi aumentano del 2%

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Non accenna a diminuire la disoccupazione nel Mezzogiorno, stabile al 20,2%, mentre l’aumento degli occupati nel II trimestre del 2015 è spinto dal lavoro subordinato – mentre il lavoro indipendente diminuisce – e da un incremento dei contratti a termine più sostenuto di quelli a tempo indeterminato (+3,3% contro 0,6%), come messo oggi in luce su twitter da @martafana

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[fonte delle tabelle http://www.istat.it/it/files/2015/09/Occupati-e-disoccupati_1_settembre.pdf?title=Occupati+e+disoccupati+%28mensili%29+-+01%2Fset%2F2015+-+Testo+integrale.pdf ]

 

Tutti questi indicatori, meticolosamente nascosti sotto il tappeto durante l’euforico videomessaggio odierno di Renzi, dimostrano quali sono le vere conseguenza sociali delle politiche di questo Governo: precarizzazione del mercato del lavoro, sgravi fiscali per le imprese preferiti a nuove protezioni sociali per i lavoratori atipici e le partite IVA, maggiore incertezza e disillusione nei giovani che non cercano più lavoro, aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali nel Paese.

Come già scritto in questi giorni, contro tutto questo torneremo presto nelle piazze di tutta Italia a partire dal 9 ottobre: l’autunno degli studenti e delle studentesse sarà inflessibile contro ricatti e precarietà!

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