Il diritto allo studio negato a 500.000 palestinesi

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Pale
Per le famiglie palestinesi che si trovano all’interno dei 58 campi profughi situati nel  “mondo arabo” (Siria,Libano,Giordania,Gaza,Cisgiordania,Iraq e altri paesi dell’area),  campi in cui
vivono oltre 5 milioni di rifugiati in attesa di tornare alle loro terre illegittimamente sottratte da Israele, questo settembre non si aprirà come tutti gli altri.

L’agenzia dell’ ONU che sostiene i rifugiati da oltre 65 anni (l’UNRWA) in particolare per quanto riguarda l’assistenza medica e l’istruzione ha dichiarato che ,ad oggi, non è in grado di garantire la scuola ad oltre 500.000 rifugiati palestinesi all’interno dei campi profughi a causa della mancanza di fondi, sempre più assorbiti da altre crisi umanitarie e sociali dell’area (basti pensare all’enorme emergenza Siriana).

Sono 101 milioni quelli che mancano all’appello delle donazioni internazionali e che permetterebbero la “regolare” apertura delle 700 scuole con la consegna del materiale didattico e il pagamento per professori ed ausiliari. All’interno dei campi profughi, come sottolinea un articolo de “il manifesto” del 12 agosto, la situazione sta diventando sempre più complessa: da un lato le famiglie degli studenti in stato di agitazione per il sacrosanto riconoscimento di un diritto universale come quello allo studio e le accuse delle organizzazioni Palestinesi all’UNRWA di truccare il bilancio
e ,nei fatti, di mentire sulla mancanza dei fondi per l’apertura delle scuole in modo da costringere i profughi palestinesi a rinunciare al loro status, e quindi al diritto a ritornare nella loro terra, per forzarli ad integrarsi nell’attuale situazione geo-politica dell’area; e dall’altro le dichiarazioni del direttore dell’UNRWA  Krä­hen­bühl che conferma l’impegno dell’agenzia e accusa il mancato finanziamento da parte dell’ONU e dei suoi stati membri.

Come Rete della Conoscenza, che fa dell’emancipazione collettiva attraverso la liberazione dei saperi e quindi della rivendicazione di un diritto allo studio universale la sua battaglia centrale, non possiamo restare in silenzio di fronte a questa situazione. In primo luogo,però, non possiamo non denunciare una completa disinformazione e disinteresse da parte dei media nazionali rispetto a quello che sta accadendo all’interno dei campi profughi del mondo arabo e alle condizioni del popolo palestinese in generale.

Chiediamo che lo Stato Italiano e l’ Unione Europea si facciano subito carico di questa inaccettabile violazione di uno dei più importanti diritti fondamentali dell’Uomo e che provvedano in tempi strettissimi a garantire l’apertura di tutte le 700 scuole. Inoltre crediamo che sia importante fare chiarezza, farne conseguire delle importanti azioni diplomatiche e politiche, sullo status di tutti i rifugiati presenti nei campi e che venga ribadito il loro diritto a ritornare nelle terre illegittimamente occupate e colonizzate dallo Stato d’Israele oltrechè del diritto all’esistenza di uno stato di Palestina libero, unito ed indipendente.

 

Ecco come è progressivamente scomparsa la Palestina determinando oltre 5 milioni di profughi.

Ecco come è progressivamente scomparsa la Palestina determinando oltre 5 milioni di profughi.

 

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