Il vero degrado è questa Europa. Verso e oltre il 20 giugno

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emergenza_ventimiglia_sgombero_migranti_01Il recente intensificarsi delle guerre e delle crisi umanitarie nei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente ha come immediata conseguenza l’incremento sempre maggiore di flussi migratori nel bacino del Mediterraneo. Negli ultimi giorni migliaia sono i migranti giunti nelle nostre città; emblematiche sono a riguardo le immagine delle stazioni di Milano e di Roma dove uomini, donne, bambini sono rimasti accampati per giorni in condizioni disumane.  

Giunti sulle nostre coste, dopo aver attraversato l’inferno, la “civilissima” Europa  riserva a questi migranti il peggiore dei trattamenti. Trattati come  una mera questione di ordine pubblico e generatori automatici di degrado, questi uomini e donne sperimentano sulla propria pelle l’incapacità delle nostre istituzioni, a tutti i livelli, di affrontare in maniera dignitosa una emergenza umanitaria di tale portata.

Si passa, infatti, dall’ invocare il blocco dell’accoglienza dei richiedenti asilo nei Comuni, richiesta effettuata ai prefetti dal governatore della Lombardia Maroni, allo sgombero, avvenuto a Roma, del campo profughi di Ponte Mammolo fino agli accordi di polizia con gli Stati Africani e il sequestro dei barconi per evitare le partenze, paventati nel “piano B” del Governo Renzi.

Storie di ordinaria follia, in cui a pagarne le conseguenze sono sempre loro: i migranti. Colpevoli di essere nati dalla parte sbagliata del mondo. Colpevoli di essere vittima di  quelle guerre, molto spesso, foraggiate dall’ Occidente. Colpevoli di patire la fame e, quindi, di voler partire in cerca di un futuro migliore.

 

E’ bene ripeterlo, la situazione drammatica in cui ci troviamo è figlia di una politica miope che pensa di poter gestire dei fenomeni strutturali, come i flussi migratori, con delle leggi repressive.

La Fortezza Europa, l’Europa dello spazio Schengen e di Triton, si manifesta così in tutta la sua forza di barriera e recinzione, come dimostrano, ad esempio, gli ultimi fatti di Ventimiglia, in cui la democrazia e l’integrazione si producono attraverso cariche e manganellate. Ventimiglia è la morte dell’ Europa. Ventimiglia è il moto di indignazione di uomini e donne che si ribellano a delle leggi ingiuste e disumane.

ventimiglia_migranti_su_scogli_ventimiglia_getty_01Dopo quattro notti consecutive passate dai migranti su quegli scogli, stamani una parte di loro è stata sgomberata dalla polizia. I video dei momenti di tensione che stanno circolando sul web mettono in mostra – nel tentativo disperato di aggrapparsi ai pali della segnaletica stradale o a qualsiasi altro appiglio , nella urla e negli sguardi dei migranti – non soltanto la stretta repressiva, ma anche la semplicità di una rivendicazione, completamente disconosciuta dalle istituzioni italiane ed europee: il rispetto dei diritti umani, il diritto a costruirsi una vita migliore di quella che hanno dovuto abbandonare, la possibilità di ricongiungersi con i propri cari.

 

Nel frattempo, l’Europa si prende gioco di migliaia di vite attraverso rimpalli delle responsabilità ed egoismi nazionalistici, trattando un’emergenza alla stregua di un materiale mediatico sempre buono da utilizzare in un clima di campagna elettorale permanente, che non fa altro che alimentare il vento xenofobo e fascista di cui è afflitto l’intero continente nonostante l’illusione collettiva di averlo ricacciato per sempre nel dimenticatoio delle tragedie create dall’uomo da non far più ripetere.

E’ ora di cambiare quest’ Europa. E’ ora di porre fine al quotidiano massacro che avviene sulle nostre coste e in tutto il territorio europeo. L’integrazione, la solidarietà, la libera circolazione degli uomini, prima che delle merci, rimangono ancora per noi un pilastro della democrazia sostanziale e reale.

La dimensione e lo spazio europeo devono trasformarsi in luoghi di accoglienza e di sostegno, eliminando gli ostacoli di ordine sociale, materiale, economico e burocratico che chi oggi viene in Italia per sfuggire alla guerra si trova di fronte in ogni momento. E se per prendere un permesso di soggiorno ci vuole un reddito pari al valore dell’assegno sociale, se per iscriversi all’Università o alla scuola superiore, o per prendere una borsa di studio, le procedure sono quanto di più complesso possibile, allora dobbiamo dire con forza che i luoghi della formazione e la libera circolazione dei saperi stiano al centro del processo di integrazione e di mutamento del paradigma culturale, economico e sociale, che vede lo straniero come un peso e non come una risorsa.

 

??????Per questi motivi, come Rete della Conoscenza aderiamo alla manifestazione nazionale “Fermiamo le stragi subito. L’Europa nasce e muore nel Mediterraneo” del 20 giugno, mettendo in campo iniziative territoriali di sensibilizzazione e sostegno concreto ai profughi che ogni giorno arrivano nel nostro Paese: per un’Europa dei diritti sociali, dell’accoglienza reale e dell’integrazione reciproca.
Una manifestazione non di mera testimonianza ma che intende fornire un nuovo sguardo e nuove prospettive. per affrontare umanamente l’accoglienza di uomini, donne e bambini. L’appello della manifestazione contiene 10 punti chiari (leggi QUI) per un’Europa dal volto umano:

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