Formazione continua, il caso italiano

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cervelliNei giorni scorsi l’ISFOL ha pubblicato il XV Rapporto sulla Formazione Continua, che analizza la situazione del nostro Paese in relazione al contesto europeo nel periodo 2013-2014. Il rapporto completo è consultabile qui. Lo studio evidenza la condizione di arretratezza dell’Italia rispetto allo sviluppo delle strategie di lifelong learning e, soprattutto, la stretta correlazione dei percorsi nostrani di formazione continua rispetto agli interessi a breve termine delle imprese.

Nel 2013 solo il 6,2% della popolazione italiana tra i 25 e i 64 anni era coinvolta in un percorso di formazione. La media UE era del 10,2%, l’obiettivo previsto dalla strategia Europa2020 è fissato al 15%. Il dato più allarmante è che per l’Italia il trend non è affatto in crescita: assistiamo infatti a un calo dal 6,6% del 2012 al 6,2% del 2013.

L’analisi è consultabile di seguito:

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