ASU Padova: 30 anni di rotte indipendenti

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    asuIl 4 dicembre si è svolta l’annuale assemblea soci dell’Associazione Studenti Universitari di Padova.

    Un’assemblea molto importante e diversa dalle altre, perché da un lato si è trattato di un’occasione per ridefinire il ruolo di un’associazione come l’ASU all’interno di una città come Padova, la cui realtà in questi anni si sta facendo più complessa; dall’altro perché ha voluto essere un’ulteriore occasione per celebrare i 30 anni di storia dell’associazione, 30 anni di rotte indipendenti.

    L’assemblea soci è sempre un’occasione per aggiornare la lettura del contesto in cui si opera e fare propositi per il futuro. Definire obbiettivi, programmi, strumenti per realizzarli. Partendo dal bilancio delle cose fatte e da ciò che resta da fare.

    Tutte le iniziative promosse dall’ASU dimostrano come la volontà dell’Associazione sia da sempre quella di rendere palese come tramite le energie e le competenze degli studenti sia possibile rendere Padova una città più viva e migliore. Nei suoi ormai trent’anni di storia l’ASU ha promosso centinaia di attività e iniziative che hanno sempre messo al centro dell’operato lo studente universitario e i suoi diritti, ma senza eradicarli dal contesto sociale e soprattutto cittadino di cui fa parte.

    L’Associazione si muove sempre partendo dalla convinzione che la componente studentesca sia fondamentale nella nostra città, che vanta una delle Università più prestigiose e antiche d’Italia e nella quale sono presenti oltre 60.000 studenti, a fronte di una popolazione che supera di poco i 200.000 – proporzione che mette in luce come Padova abbia tra le sue fondamenta proprio la popolazione studentesca, dal punto di vista sociale, culturale ed economico -.

    L’Associazione in questo ultimi anni è stata in grado di  entrare nel dibattito su una diversa gestione della città, dei suoi spazi, delle realtà che la vivono.

    Le sue idee sulla socialità, l’aggregazione, l’uso e la valorizzazione degli spazi pubblici e non, sulla diffusione della cultura come veicolo di messaggi e come uno strumento di comprensione del mondo, su una città che sia sostenibile, inclusiva e aperta devono riuscire ad imporsi, perché negli anni si è riusciti a dimostrare come siano vincenti.

    E lo hanno dimostrato proprio attraverso tutti i progetti che vengono realizzati, le attività quotidiane, da quelle culturali considerate ormai storiche come il Summer Student Festival – Je t’aime a quelle a carattere mutualistico come lo sportello per la compilazione dell’ISEE e la consulenza legale gratuita sulla casa, che durante l’assemblea sono state brevemente illustrate dalla presidente uscente Marina Molinari e dai molti soci presenti.

    Nei trent’anni di storia che ha attraversato, l’ASU è stata punto di riferimento per molte generazioni di studenti, padovani e non, ognuna delle quali, per riuscire a rispondere al meglio alle esigenze dei tempi che correvano e per poter formulare le risposte più adeguate ai bisogni di una giovane generazione in costante mutamento, è stata capace di arricchire il suo operato di esperienze sempre nuove e di adattarsi, senza mai distogliere lo sguardo da quell’orizzonte di pensiero che rivendica le proprie radici a sinistra, verso il quale da 30 anni l’Associazione si dirige senza perdere la rotta.

    Anche per queste ragioni l’ASU ha deciso avviare un percorso di ridefinizione della galassia di via Santa Sofia, per provare ad intraprendere nuovi percorsi e a realizzare nuove attività, ma anche per trovare una nuova forma di organizzazione e di gestione dello spazio, dove sia più facile far emergere le esigenze e le complessità che ci si trova ad affrontare ogni giorno.

    Non sarà sicuramente facile, ma lo scopo è proprio quello di “essere sempre più preparati ad affrontare le responsabilità portate dallo stesso nostro essere un’associazione studentesca di sinistra, laica e indipendente, non fermandoci ai punti di vista abituali, ma ricordandoci che stiamo agendo in un’epoca in cui il riportare un orizzonte politico nella società è necessario e doveroso, e che dobbiamo continuare a lottare per tenere viva nel tessuto sociale la consapevolezza dell’importanza della partecipazione.”

    L’assemblea è stata l’occasione per rinnovare il direttivo e tutte le cariche della segreteria esecutiva: a questo proposito si è voluto sottolineare come in alcune fasi sia fondamentale avere il coraggio di affrontare nuove strade, senza però mai perdere la fiducia in chi c’è stato prima, perché l’ASU è prima di tutto un’esperienza collettiva, un percorso che si deve fare assieme, passandosi il testimone di volta in volta.

    Le strade da percorrere sono tante, e i percorsi sono complicati; riuscire ad individuare la direzione giusta non è mai semplice e si sbaglia spesso, ma è oggi più che mai necessario avere il coraggio di intraprendere percorsi nuovi, senza dimenticare mai le proprie radici, perché solo chi ha identità e memoria può avventurarsi su strade tortuose senza perdersi.

    Il cambiamento e il ricambio generazionale sono condizione essenziale perché si possa dire che un’associazione esiste e persegue i propri scopi: il cambiamento è indice evidente della capacità di creare percorsi che travalichino l’identità stessa dell’associazione, aprendo spazi di azione più ampi.

    Forte è la convinzione che l’ASU, più di tutti, possa dimostrare come favorire questi spazi sia possibile, e come questi, se costruiti in rete e tenendo sempre ben presente da dove si arriva, siano in grado di incidere in maniera determinante, diventando veri e propri laboratori di innovazione sociale, oltre che potenziali e fondamentali risposte per una generazione come la nostra, alla costante ricerca delle opportunità che sistematicamente gli vengono negate.

    L’ASU degli ultimi anni ha dimostrato grande maturità e voglia di crescere, per riuscire a porsi come interlocutore privilegiato per molti. È stata in grado di intrecciare positive e salde relazioni con molteplici realtà del contesto cittadino e di aprire spazi di dialogo costruttivi con le istituzioni, che l’hanno portata a rivestire spesso un ruolo cardine nella gestione di percorsi collettivi, con l’attenzione a porre lo studente al centro mettendone in luce non solo la rilevanza, ma anche responsabilità sociale e di cittadino.

    Il ruolo dell’associazione in città si è consolidato attraverso pratiche inclusive e di partecipazione, che da sempre caratterizzano ogni sua azione. Possiamo affermare che l’ASU ormai sappia essere davvero motore di partecipazione e di autorganizzazione, in grado di coinvolgere le persone e costruire legami, di mettere in rete risorse e competenze, di sperimentare soluzioni; sa svolgere al meglio l’insostituibile azione di argine alla frammentazione sociale, di palestra di cittadinanza, e ha imparato a credere nella cultura come coscienza e conoscenza del mondo che ci circonda e come motore dello sviluppo.

    La presidente uscente ha più volte ribadito come tutto questo non faccia altro che accrescere la convinzione di essere ormai pronti a porsi da protagonisti nella grande scena tragicomica che è ormai Padova.

    Un’ASU forte, matura, capace di darsi da fare e con tante grandi occasioni ancora da cogliere.

    Un’associazione orgogliosa e fiera di quel che è diventata, soprattutto della sua indipendenza, che va perseguita e rivendicata per i prossimi 30 anni almeno.

    I vari interventi che hanno animato la serata hanno anche voluto sottolineare un ultimo, fondamentale concetto: l’importanza della contestazione, del confronto e della discussione costante, all’interno dell’associazione come sul piano cittadino: un soggetto come l’ASU non deve mai rinunciare a mettere in discussione canoni e pratiche che possono sembrare consolidate, perchè è nel continuo confronto e nel vaglio di una ri-discussione costante che si trova una rinnovata legittimità.

    La continuità negli intenti dell’Associazione è emersa con chiarezza dal discorso della neo eletta presidente Teresa Ditadi: considerati il frangente storico che la nostra generazione si appresta ad attraversare, sia nel contesto cittadino sia in quello nazionale, è essenziale mantenere e rimarcare l’identità dell’ASU, in grado di contestare le istituzioni dai palazzi come dalla piazza. A tal proposito, la neo presidente ha citato un pensiero di Pietro Ingrao: “Così succede: sto dentro la misura e la rifiuto”. È attraverso il conflitto infatti, inteso come contrapporsi di due posizioni, che è possibile creare. L’ASU ha ormai i presupposti per fare da collante tra le varie realtà cittadine, al fine di costruire un percorso collettivo capace di proporre un modello diverso per questa città.

    Cogliamo l’occasione per ringraziare con un grande abbraccio Marina, che è riuscita in questi due anni a dare un nuovo slancio all’identità dell’ASU, consegnando un’associazione forte e pronta ad essere protagonista, e per fare un augurio enorme a Teresa, la nuova presidente, che saprà sicuramente indirizzare con decisione e capacità critica il futuro dell’Associazione Studenti Universitari.

     

    COMPOSIZIONE DEL NUOVO DIRETTIVO:

    Il nuovo direttivo è composto da: Roberto Barattini, Francesco Bertin, Annagiulia Canesso, Fabio Castellini, Anna Laura Cortinovis, Teresa Ditadi, Silvia Donà, Linda Gatto, Gabriele Gazzaneo, Federico Giacon, Davide Lorenzon, Gabriele Manca, Marina Molinari, Giada Pigatto, Riccardo Russo, Andrea Saggiorato, Elena Saggioro, Valentina Sestu, Mauro Zavattini.

    La segreteria esecutiva è così composta:

    Presidente: Teresa Ditadi

    Vicepresidente: Valentina Sestu

    Tesoriere: Giada Pigatto

    Responsabile sede: Silvia Donà

    Responsabile comunicazione: Mauro Zavattini

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