Lo Sblocca Italia diventa legge a colpi di fiducia. Un disastro per ambiente e diritto allo studio

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inquinamentoNella giornata di ieri è stato definitivamente convertito in legge al Senato il Decreto Sblocca Italia. Nonostante le proteste degli studenti, la mobilitazione di reti e comitati ambientalisti e la contrarietà delle Regioni non è stata apportata alcuna modifica alle norme che favoriscono la svendita del patrimonio pubblico, incentivano l’uso di inceneritori ed un’economia dipendente dal combustibile fossile e limitano e le possibilità delle Regioni di investire in diritto allo studio.

Lo Sblocca Italia non fa altro che riprodurre le stesse logiche che hanno contribuito alla devastazione ambientale e sociale del Paese. Il Governo si affida a tecnologie inquinanti, che mettono a rischio la salute dei territori e delle comunità per lo smaltimento dei rifiuti e l’approvvigionamento energetico: inceneritori e trivellazioni rappresentano un’ipoteca per la conversione verso un modello di sviluppo sostenibile e per una gestione democratica dei territori. Come se non bastasse, sul patrimonio pubblico dell’Agenzia del Demanio si palesa una strategia perdente: anziché promuovere un suo riutilizzo per finalità sociali e di contrasto alla crisi economica, se ne dispone una più semplice svendita o una gestione da parte di aziende.

A causa di questo provvedimento inoltre le Regioni sono state costrette a privarsi dei Fondi FAS per un totale di 560 milioni per evitare il taglio dei trasferimenti statali. Per le Regioni prive di Fondi FAS (il Lazio su tutte), il Governo provvederà a decurtare la quota del Fondo Integrativo Statale per il Diritto allo Studio Universitario, causando una gravissima riduzione delle già basse percentuali di copertura delle borse di studio. Anche per le Regioni che non subiranno questo taglio, i fondi per il diritto allo Studio saranno comunque reinseriti all’interno dei vincoli del Patto di Stabilità Interno, mettendo a rischio la possibilità di erogare le borse di studio e costringendo le regioni a ridurre la spesa in altri settori del Welfare per rientrare all’interno dei vincoli.

In questo modo si mettono in contrapposizione tra loro diritti fondamentali e irrinunciabili dei cittadini. L’opposizione al Governo Renzi parte anche dalla difesa dell’ambiente, del welfare e del diritto allo studio. Non ci arrendiamo di fronte a questa ennesima approvazione di un provvedimento controverso a colpi di fiducia: continueramo la mobilitazione sui territori, a partire dalla manifestazione del 7 novembre a Bagnoli contro lo Sblocca Italia e dallo sciopero sociale del 14 novembre (#14N), per rivendicare la garanzia dei nostri diritti e tutele per un futuro dignitoso.

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