Giornata internazionale contro l’omotransfobia: liber* di essere, liber* di amare

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17momoOggi. 17  maggio saremo in piazza a Roma contro le politiche di austerità che in questi ultimi anni non hanno fatto altro che colpire i soggetti sociali più deboli, impoverire sanità, cultura e istruzione. Politiche che hanno redistribuito le ricchezze dal basso verso l’alto, smantellando il welfare e la democrazia.

Nella giornata internazionale contro l’omotransfobia del 17 Maggio per noi è importante ribadire che vogliamo riappriapriarci dei diritti e dei beni comuni, della libertà di essere e di amare. In un Europa in cui le disuguaglianze sociali sono quasi sempre attraversate da discriminazioni legate al genere e all’orientamento sessuale, chi si batte per la giustizia sociale non può non assumere come una priorità il contrasto all’omofobia e ad ogni forma di esclusione.
Vogliamo ribaltare l’Europa dei mercati e costruire un’Europa realmente sociale, per questo crediamo che le logiche perbeniste e paternaliste, secondo cui la garanzia dei diritti civili avviene per concessioni in briciole, vadano contrastate in maniera radicale. Non possiamo più accettare ambiguità nelle prese di posizione e nei provvedimenti, non possiamo tollerare chi promuove ancora oggi nel 2014 modelli socioculturali che mirano all’esclusione di chi è “diverso”.
L’omofobia e la transfobia non possono essere inclusi nelle possibili morfologie del pluralismo democratico e negli ideali di libertà in quanto ideali che vanno a ledere, come unico scopo, la libertà di essere e di amare di una parte della popolazione.
L’impegno nelle scuole e nelle università è prioritario in questo senso, deve essere ampio, incisivo, strutturato e a livello comunitario. Non si può più trattare di un ragionamento a breve termine, bensì deve rappresentare un atto di sedimentazione culturale profondo, che ribalti a partire dai luoghi della formazione ogni
Infatti è dai soggetti in formazione che nasce l’esigenza di rendere i luoghi di cultura ed istruzione il primo esempio di un diverso modello culturale, a partire dal doppio libretto nelle università e l’adozione della carta NessunoEscluso.
Quest’ultim, approvata dalle Consulte Provinciali Studentesche di Piacenza, Napoli, oltre che a livello del Consiglio Nazionale dei Presidenti di Consulta, rappresenta una vittoria importante in contrasto ai fenomeni di esclusione e/o aggressioni omotransfobiche da estendere e promuovere.
L’Unione Europea deve prendere la direzione di un modello di sistema educativo unitario, intervenendo – tra le altre cose – nella costruzione di  programmi di Educazione Sessuale e Civica comunitari, portando avanti una battaglia culturale in tutto il suo territorio, coordinando i singoli governi indipendentemente dalla loro composizione politica.

 

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