Chi è Stefania Giannini, nuova Ministra dell’Istruzione

    0 Flares 0 Flares ×
    Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Google+0Email to someone

    gianniniStefania Giannini, segretario di Scelta Civica – il partito fondato da Mario Monti nel 2013 -, è la ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica del Governo Renzi I. Nata nel 1960 a Lucca, professore ordinario di Glottologia e Linguistica dal 1999, è stata Rettore dell’Università per stranieri di Perugia dal 2004 al 2013.

    La Giannini dal 7 maggio 2013 è membro della settima Commissione permanente del Senato, istituita sui temi di istruzione pubblica e dei beni culturali. E’ anche membro della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea Parlamentare dell’iniziativa Centro Europea e del Comitato per le questioni degli italiani all’estero.

    In un’intervista del gennaio 2013 a TuttoScuola, alla domanda se fosse il caso di tornare a investire su scuola e università, la Giannini ha risposto: “In Italia il settore dell’istruzione è a dieta da anni. Una dieta selvaggia e non ben calibrata che ha prodotto solo danni e impedito la crescita. Tuttavia, applicare nel nostro settore principi di revisione della spesa pubblica è ancora possibile e significa selezionare la tipologia dei tagli, indicando le priorità di investimento”. Insomma, l’era dei tagli pare non essere finita neanche con questo cambio a Viale Trastevere.

    La ministra si è anche detta favorevole al prestito d’onore, forma di finanziamento degli studi basata sull’indebitamento privato tipica del mondo anglosassone e introdotta in Italia con risultati per ora (fortunatamente) fallimentari: nel 2011/2012, per citare l’ultimo dato a disposizione, solo 504 studenti in tutta Italia ne hanno fatto richiesta, mentre negli Stati Uniti e in Gran Bretagna decine di migliaia di giovani sono sottoposti a vita al ricatto del debito di studio.

    La Giannini ha più volte citato, negli scorsi mesi, la “cultura del merito”. Cosa significa? Significa per esempio continuare sulla strada dei finanziamenti premiali al sistema universitario, come afferma in un’intervista all’Huffington Post del febbraio 2013. Ciò in un contesto che, tra tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario e blocco del turnover, sta già determinando una ‘selezione naturale’ tra corsi di studio e Atenei, sfavorendo quelli più piccoli e del Mezzogiorno. E in sostituzione dei fondi pubblici, la Giannini propone la detassazione totale dei finanziamenti privati al sistema formativo: con la governance degli Atenei post-riforma Gelmini, già oggi totalmente sbilanciata nei confronti di quegli stessi privati che dovrebbero essere anche i ‘benefattori’ del sistema universitario, un provvedimento del genere rischierebbe di essere un ulteriore grave colpo assestato alla libertà e all’autonomia del sapere.

    Ma la longa manus dei privati non si limita all’università. La ministra Giannini ha infatti presentato, nel corso della sua breve carriera parlamentare, 4 proposte di legge come prima firmataria, e risulta co-firmataria di altre 29 proposte di legge. Due delle quattro proposte di legge sono incentrate sull’istruzione, in particolare sulla scuola. Una propone l’applicazione della statizzazione degli istituti musicali pareggiati, l’altra “una nuova governance delle istituzioni scolastiche autonome”.

    Nella relazione introduttiva di quest’ultima proposta, che riporta alla mente la proposta di legge Aprea del 2008 e la successiva Aprea 2 del 2012, si ritiene necessario “presentare di nuovo, sia pure con alcune modifiche, l’atto del Senato n. 3542, nato dall’iniziativa parlamentare della deputata Valentina Aprea come atto della Camera n. 953”, e dà inoltre rilievo al nodo della libertà di scelta in campo educativo ed alla parità scolastica affermando che “la legislazione italiana risulta ancora oggi inadeguata soprattutto sotto il profilo dell’investimento in materia di istruzione paritaria”. Potrebbe essere questa proposta uno dei primi provvedimenti della ministra neoinsediata?

    Nell’attesa di rispondere a questa domanda, non ci fermiamo. Il 28 febbraio saremo in presidio al MIUR per chiedere la convocazione urgente di un tavolo sui Livelli Essenziali delle Prestazione e presentare le migliaia di firme raccolte in tutta Italia sulle 10 proposte sul diritto allo studio. Il 7 marzo invece azioni ed iniziative animeranno tantissime piazze italiane per chiedere subito lo spostamento dei test di medicina e architettura e il reintegro dei posti tagliati col dm 85\2014 come chiede la petizione lanciata qualche giorno fa diversi studenti e studentesse medi e universitari.

    Sono questi i primi appuntamenti rispetto ai quali ci attendiamo risposte chiare dalla ministra. Il tempo delle chiacchiere, della retorica del merito, della competizione, del ruolo salvifico dei privati è scaduto. Se la ministra ancora non se n’è accorta, glielo faremo capire noi dalle scuole, dalle università e dalle piazze. La nostra battaglia per la ripubblicizzazione di scuola e università, per un grande piano di finanziamento pubblico alla formazione, al diritto allo studio, all’edilizia scolastica, per liberare i saperi e uscire dalla crisi liberando le persone, non si ferma.

    Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0Google+0Email to someone

    related articles

    logoretebianco La Rete della Conoscenza è il network nazionale dei soggetti in formazione. Vi aderiscono l'Unione degli Studenti e Link - Coordinamento Universitario.

    CONTATTI

    Privacy Policy