Messico: protesta di #yosoy132 contro i brogli elettorali

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    Si sono svolte nello scorso fine settimana le elezioni presidenziali in Messico. Si trattava di elezioni importanti per il futuro del paese, che paga oggi decenni di malgoverno. La guerra al narcotraffico, lanciata dallo scorso governo, lungi dall’essere stata incisiva, porta con sè un bilancio spaventoso: 65.000 morti in 5 anni, decine di migliaia di sfollati, sequestrati, torturati e ridotti in schiavitù dai cartelli dei narcos. La corruzione continua ad essere dilagante, come dimostra il fatto che il 75% delle amministrazioni locali sia collusa con organizzazioni criminali. Le disuguaglianze sociali, già molto alte, continuano a crescere, arrivando alla situazione attuale in cui il 10% più ricco ha un reddito 26 volte superiore al 10% più povero. A ciò si sommano gravi violazioni dei diritti umani da parte della polizia e dello Stato.

    In questo quadro sconsolante nasce il movimento dei giovani messicani #yosoy132, che prende il nome da una protesta inscenata da 131 studenti durante l’incontro con un candidato alle presidenziali (Enrique Peña Nieto, vincitore delle elezioni) presso l’università Iberoamericana di Città del Messico. #yosoy132 ha seguito tutta la campagna elettorale, provando a porre fortemente i problemi reali del paese ai candidati: corruzione, violazioni dei diritti umani, disuguaglianze sociali, criminalità. In seguito a questo protagonismo, i militanti di #yosoy132 hanno ricevuto minacce, tentativi di infiltrazione e di delegittimazione di ogni genere. Ciò nonostante hanno continuato la loro azione documentando e denunciando tantissimi casi di brogli elettorali, intimidazione, violazione della legge elettorale e della costituzione. Il movimento #yosoy132 non era il solo ad essere preoccupato per il regolare svolgimento delle elezioni: alcune settimane fa è stato pubblicato un appello firmato da oltre 600 organizzazioni messicane che promettevano una massiccia mobilitazione in caso di brogli elettorali, alla luce di ciò che era già successo nei turni elettorali precedenti, nei prossimi giorni il comitato promotore si riunire per decidere come agire.

     

    Quando lo spoglio era ancora al 18% Enrique Peña Nieto è stato dichiarato vincitore, una vittoria che il movimento ha da subito considerata illegittima a causa dei brogli, che, dato il poco scarto tra i due candidati principali potrebbero essere stati decisivi. Inoltre sia Peña Nieto sia il suo partito non possono dare garanzia a chi chiede un Messico migliore. Il Partido Rivolucionario Institucional ha sicuramente grosse responsabilità sulla situazione attuale del Messico, avendo governato ininterrottamente dal 1929 al 2000, inoltre lo stesso Peña Nieto ha un passato preoccupante. Nel 2006, durante il suo mandato di governatore dell’Estado del Mexico, si è reso responsabile di grosse violazioni dei diritti umani nella città di Atenco, che è stata teatro di una violenta azione repressiva da parte della polizia, la cui gravità è anche stata riconosciuta anche dalla Commissione Nazionale per i Diritti Umani. Alla conferenza all’università Iberoamericana Peña Nieto ha rivendicato la sua responsabilità nella repressione di Atenco.

     

    Ieri il movimento #yosoy132, che nei giorni passati ha protestato di fronte all’Istituto Federale Elettorale, ha trovato una prima risposta nella decisione dell’IFE di ricontare il 54% delle schede. Occorrerà vedere se il riconteggio sarà una misura sufficiente a garantire la volontà popolare degli elettori e delle elettrici messicane, dato l’elevato numero di segnalazioni che denunciano la compravendita di voti (secondo l’antagonista di Peña Nieto si tratterrebbe addirittura di milioni di voti), le minacce agli elettori e altre gravi violazioni.

    Il Messico sta vivendo giorni straordinariamente importanti: se i brogli non sono una novità negli appuntamenti elettorali del paese, nuova è sicuramente l’attenzione con cui la società civile sta seguendo il processo. E nel creare questo novità il movimento #yosoy132 è stato senza dubbio fondamentale.

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