La Valle non si arresta, 75.000 contro la TAV e cariche in stazione

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    Ieri oltre 75.000 perone provenienti da tutta Italia hanno invaso, in modo assolutamente pacifico, la Val si Susa per manifestare contro la costruzione della Tav, un’opera inutile e dannosa, che rischia, se costruita di danneggiare fortemente quel territorio.
    Da Bussoleno a Susa hanno sfilato migliaia di No Tav provenienti da tutte le regioni della penisola, assieme a vari movimenti in difesa del territorio, non solamente italiani, e alle tante organizzazioni che erano presenti e sostenevamo la manifestazione: Fiom, Arci, Legambiente…
    Il Corteo era coloratissimo, pieno di famiglie e giovani che per 4 ore hanno marciato per gli oltre 8 Km di corteo lungo la statale, per ribadire ancora una volta che il No Tav è un movimento nazionale che lotta in difesa di un territorio ma anche per un’altra idea di società, che metta al centro le persone e i loro bisogni, contro gli interessi e le speculazioni, utili solo ad arricchire poche persone.
    Il corteo si è concluso a Susa in piazza Savoia dove hanno parlato tante persone a sostegno del movimento No Tav, che continua purtroppo a subire una pesante repressione che mira a rappresentarlo come un fenomeno minoritario ed isolato.
    Purtroppo questa grande giornata di lotta e di partecipazione è stata rovinata dal vergognoso comportamento della polizia che alla stazione di Torino ha caricato i manifestanti che tornavano dalla Valle.
    I No Tav milanesi che stavano dirigendosi verso il treno in partenza per Milano sono stati caricati una prima volta e poi successivamente accerchiati e caricati nuovamente e senza alcuna ragione dalla polizia che ha poi pensato bene di sfollare violentemente i manifestanti da tutto l’atrio della stazione, arrivando a lanciare più di un lacrimogeno direttamente sul treno in partenza per Milano.
    Esprimiamo solidarietà a tutti i manifestanti caricati senza motivo alla stazione di Porta Nuova, mentre gli altri treni in arrivo da Susa venivano bloccati alla stazione di Collegno, crediamo che quest’operazione della polizia avesse come unico obiettivo quello di criminalizzare e screditare un movimento che aveva organizzato una grande manifestazione pacifica e far salire la tensione in vista della giornata di martedì, in cui inizieranno gli espropri dei terreni necessari per la costruzione dell’opera, come ha ricordato ieri Perino dal palco.
    La battaglia No Tav, non è solo una lotta di un popolo in difesa di una valle ma è una lotta di tutti coloro che credono che il territorio sia un bene comune da difendere e non da sfruttare per interessi economici, per questo torneremo in Val Susa e saremo sempre al fianco di chi lotta contro le opere inutili.

    A sarà düra!

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